Anteprima | Last Stonelord

Anteprima | Last Stonelord

Partiamo da un presupposto doveroso: chi scrive queste righe ha speso innumerevoli ore su Ultima Online, creatura di “Lord British” Richard Garriot ed Origin Systems arrivata su PC nel 1997. Di fatto UO (abbreviativo del titolo completo) ha rappresentato la vera svolta nel mondo dei MMORPG sia per la struttura del gameplay sia per l’aspetto grafico: isometrico con visuale dall’alto, sviluppo del personaggio lento ed appagante coronato da una quasi completa e totale libertà d’azione. Uno dei punti sui quali i moderni MMORPG spesso sono carenti è proprio la libertà d’interazione tra giocatori: in un mondo fatto di gente che protesta per qualunque cosa, persino gli scontri tra fazioni opposte sono stati ormai edulcorati a mere corse per il punteggio. Su Ultima Online se venivi ucciso, rischiavi di venir derubato di TUTTO ciò che indossavi e che avevi magari faticosamente racimolato in mesi di gioco. Potrà sembrare strano, ma questo singolo elemento di gameplay rendeva Ultima Online estremamente competitivo e sodddisfacente. Io personalmente adoravo quel mondo, e quando ho saputo dello sviluppatore italiano Livio Morganti e del suo Last Stonelord ho accolto il progetto con un sorriso.

Last Stonelord, sviluppato al 99% da Livio soltanto, è un enorme omaggio alla creatura di Lord British. Sin dai primi momenti, aspetto grafico a parte, chi ha percorso in lungo ed in largo le terre di Britannia noterà immediatamente alcune caratteristiche (volutamente) in comune tra i due giochi. Le skill che il personaggio può apprendere hanno gli stessi nomi usati in UO, il gioco si mostra nello stesso modo e con la stessa “velocità” di apprendimento ed interazione. Di fatto Last Stonelord mira a diventare un MMORPG con visuale dall’alto in 3D isometrico, con grafica dallo stile “cartoon” ma molto indicata per ciò che si vuol ricreare. In questo momento il gioco è esclusivamente single player, ma va considerato un importante fattore: Last Stonelord è attualmente ad uno stadio di sviluppo talmente abbozzato che si può definire davvero “gioco” in modo molto ampio. E’ possibile aggirarsi per la mappa, compiere alcune azioni, effettuare crafting e combattere con alcuni nemici ma tutto il resto è in fase di developing. Dare un reale giudizio attualmente è impossibile, si può solo osservare ciò che il gioco presenta al momento e tentar di capire dove potrebbe andare, quanto “potenziale” davvero abbia.

Da questo punto di vista Last Stonelord ha un potenziale davvero enorme, poichè potrebbe davvero diventare “l’erede spirituale” di Ultima Online, posto che riesca ad evitare il principale problema dei giochi “di nicchia” completamente dipendenti dal multiplayer: la scarsa presenza di giocatori. Non sarebbe la prima volta infatti che un titolo “multiplayer based” di ottima qualità scompare nei meandri più oscuri di Steam a causa dell’abbandono da parte dei pochi giocatori appassionati per l’assenza di altre persone. Questa sarà certamente la sfida più ardua da affrontare per Last Stonelord, a prescindere dalla qualità effettiva finale del titolo a sviluppo completato.

Per il resto il gameplay impegnerà il giocatore nel viaggiare, equipaggiarsi, utilizzare svariati oggetti per crearne altri e soprattutto la vera novità introdotta nel titolo di Livio Morganti: la creazione di veri e propri villaggi, edificati tramite materiali raccolti, ed il successivo sviluppo degli stessi. La potenzialità di questa feature è altrettanto enorme, poichè potrebbe davvero creare intere comunità gestite da giocatori che potrebbero stringere alleanze con altre comunità simili, guerreggiare con nemici e molto altro ancora. Un’idea davvero brillante, che merita di essere sviluppata con la massima attenzione. Il sistema di crafting funziona in modo semplice ed intuitivo, eccezion fatta per alcuni bug di interazione e stoccaggio di elementi che verranno (si spera) presto risolti durante la strada che mira a condurre il gioco verso la versione 1.0. Interessante anche vedere le barre in stile survival che misurano il livello di fame del personaggio, interessante espediente che renderebbe il gioco ancor più competitivo e difficile da gestire come ai bei vecchi tempi di Ultima Online, dove potevi morire di fame se non nutrivi il tuo avatar con regolarità.

Di fatto Last Stonelord è una fucina di speranze e potenziale: la creatura di Livio Morganti potrebbe, se sviluppata e soprattutto pubblicizzata adeguatamente, diventare un vero e proprio “rifugio” della componente più hardcore ed old school dei giocatori di MMORPG. Giocatori che non vogliono “correre” all’equipaggiamento ma che vogliono un’esperienza il più possibile realistica e libera. Se il gioco manterrà queste promesse, avrà TUTTA la mia attenzione. Ora è troppo presto per dirlo.

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Simone Granata
Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare alcuni minuti della giornata e basta? OBIEZIONE!