Anteprima | Raiders of the Broken Planet

Anteprima | Raiders of the Broken Planet

Mercury Steam è un team di sviluppo spagnolo famoso per aver riportato in auge una delle serie Capcom più amate di sempre, Castlevania. L’eccellente Lord of Shadows aveva all’epoca già dimostrato a tutti il talento di questi sviluppatori, che hanno deciso di virare quest’anno su un genere sempre tendente all’action, ma dall’ambientazione decisamente diversa e soprattutto pensato esclusivamente, o quasi, per il multigiocatore online. Riders of the Broken Planet è il risultato di questi loro sforzi, un action sci fi in terza persona in cui dovremmo competere in un multiplayer asimmetrico 4v1 in ben quattro campagne parallele.  Abbiamo avuto accesso alla beta privata nell’ultimo week end e abbiamo avuto modo di testare la loro creazione, che ci ha decisamente incuriosito, anche se ci ha lasciato con qualche dubbio su alcuni aspetti legati al gameplay.

Raiders of the Broken Planet è un third p erson shooter ambientato in un futuro non meglio precisato, dove la risorsa più importante per i navigatori spaziali è l’Aleph, una sorta di fluido estratto direttamente dal pianeta che oltre a servire come fonte energetica, può anche aumentare le capacità fisiche e mentali dei vari utilizzatori. Il pianeta rotto del titolo è proprio lo scenario di battaglia nel quale dovrete affrontare le quattro differenti campagne che il gioco vi offrirà, tutte dedicate ad una specifica fazione di cacciatori di taglie, banditi e altra feccia dell’universo. Le campagne, divise in diverse stagioni che si sbloccheranno nel tempo (segno che il supporto nel lungo periodo è assodato), sono formate da varie missioni in cui, in compagnia di una squadra di quattro giocatori, dovrete compiere una serie di obiettivi abbastanza classici per portare a casa la vittoria. La caratteristica principale di questo gameplay asimmetrico è ovviamente la presenza di un nemico non controllato dall’IA ma impersonato da un altro giocatore, chiamato Antagonista, il cui obiettivo sarà impedire il successo della missione ai giocatori. Questa modalità, di certo già sfruttata in altri titoli come ad esempio Evolve, risulta stimolante e divertente da giocare, soprattutto dal punto di vista dell’Antagonista, che avrà a sua disposizione tutta una serie di soldati NPC con cui infastidire la squadra avversaria. Abbiamo potuto provare solo tre missioni, ma ci è già chiaro il quadro che Mercury Steam ha intenzione di mettere in piedi, con livelli lineari ma longevi.

Il gameplay è quello classico di ogni tps, anche se sono state inserite alcune meccaniche originali, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle munizioni. In Raiders of the Broken Planet non è possibile infatti ricaricare quando si desidera e non ci saranno casse di proiettili sparse per la mappa. L’unico modo per recuperare pallottole sarà sconfiggere i nemici, ma non sparandogli, bensì uccidendoli corpo a corpo. Ogni personaggio nel gioco avrà a disposizione una masso d’attacco in mischia e uno speciale attacco caricato, sempre in mischia, che ucciderà sul colpo l’avversario nemico, permettendovi di recuperare munizioni. Una meccanica senza dubbio originale, ma che ci è parsa un po’ fuori luogo, soprattutto visto il quantitativo di nemici a schermo e il danno che la maggior parte di questi riescono ad arrecare. Anche la salute si ricarica con il tempo (abbastanza in fretta, c’è da dirlo), ma tutte le situazioni, soprattutto se giocherete in solitaria, si basano su un trade off tra recuperare proiettili o morire crivellati. E’ pur vero che Raiders of the Broken Planet è pensato soprattutto per essere giocato con altre persone e che questa situazione capiterà molto di rado, ma siamo davanti più ad un impedimento che ad una meccanica originale, che vi costringerà sempre ad andare alla ricerca di un nemico isolato per scassarlo di mazzate per recuperare proiettili. In teoria in vostro aiuto dovrebbe arrivare la possibilità di effettuare uccisioni stealth, visto che il gioco oltre ad un basilare cover system permette anche di sfruttare muri e barriere per nascondersi, ma la freneticità degli scontri non incentiva certo a muoversi furtivamente, quanto piuttosto a vomitare fuoco sui nemici. Una meccanica aggiuntiva che potrebbe effettivamente dare una varietà in più al gameplay, ma che in un tipo di gioco del genere risulta superflua.

Sulla scia dei tempi, anche Raiders of the Broken Planet propone un sistema di selezione degli eroi per quanto riguarda la squadra. Ogni personaggio avrà un’arma specifica e due poteri speciali derivati dall’uso dell’Aleph, uno attivo e uno passivo. Abbiamo provato i quattro personaggi a disposizione nella beta e dobbiamo ammettere che tutti hanno una propria personalità ed utilità, ma soprattutto, sono estremamente originali. Con uno stile che richiama fortemente al Borderlands di Gearbox, i modelli di Raiders of the Broken Planet sono davvero belli da vedere e dannatamente divertenti da usare, ognuno con poteri ed armi diverse, che se usate in sincrono con quelle degli altri eroi del team, creano delle fantastiche combo di utility. Ogni personaggio avrà poi una mossa speciale più potente, utilizzabile dopo aver raccolto sufficiente Aleph, ma che rivelerà la propria posizione agli avversari. Questa mossa può essere utilizzata tranquillamente per tendere trappole ai nemici, cosa che abbiamo più volte fatto con risultati sempre estremamente soddisfacenti.

Raiders of the Broken Planet è un progetto potenzialmente molto interessante e divertente, soprattutto se il supporto da parte del team di sviluppo sarà costante, ma ci rimangono dei dubbi sul bilanciamento della modalità stealth, la meccanica di ricarica e dell’impossibilità di cambiare caricatore quando si vuole. Se tralasciamo questi difetti, il nuovo lavoro di Mercury Steam merita sicuramente la nostra attenzione e non vediamo l’ora di mettere le mani sui nuovi personaggi, vero fiore all’occhiello di questa produzione.

Certezze:

  • Ottimi personaggi
  • Frenetico e originale
  • Il multiplayer 4v1 è azzeccatissimo

Dubbi:

  • La componente stealth è praticamente inutile
  • La meccanica di recupero delle munizioni sembra più un ostacolo

 

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