Anteprima | View Conference 2017

Anteprima | View Conference 2017

Questo Ottobre, dal 23 al 27, avrà luogo a Torino la diciottesima edizione di View Conference (de facto, dato che in principio, pur essendo semplicemente chiamata Virtuality Conference, si trattava del medesimo evento). Con un iter ormai quasi ventennale la manifestazione torinese ha saputo raccogliere conferenze, seminari e interventi tenuti dai nomi più illustri del settore della computer grafica e dello sviluppo videoludico mondiale, vantando anche diversi premi Oscar in scaletta.

L’obiettivo degli organizzatori non è limitato soltanto alla divulgazione, ma anche formare coloro che saranno gli autori di domani in questi settori, gettando le basi per una crescita significativa a livello nazionale. Un successo torinese ormai confermato non solo dai numerosi ospiti e visitatori che arrivano da ogni parte del mondo, ma anche dall’interesse suscitato da View in paesi come la Germania o l’America, a riprova che l’approccio italiano può fare la differenza anche nel confronto con realtà di settore più affermate della nostra.
Perché soffermarsi a parlare di ViewConference su di un sito di videogiochi però? Da questo punto sento più affine ai concetti di “informazione” o “stampa videoludica” il presentare anche spaccati che mostrino il mondo dei videogiochi dal punto di vista di chi li realizza, parlare del settore andando oltre le fiere per il pubblico che raccolgono tantissimi click, ma che mostrano solo un’immagine sin troppo costruita a fini pubblicitari. D’altronde non si può fare informazione in modo completo dando spazio solo a quel che suscita interesse in base alla moda del momento o ciò che i lettori si aspettano di trovare, ma anche di far scoprire loro aspetti sconosciuti e interessanti.
Non a caso la scorsa edizione di View ha posto l’attenzione sul fatto che i videogiochi stiano diventando qualcosa di più maturo di ciò che un tempo (e in alcuni casi tutt’ora, purtroppo) era considerato un semplice svago per bambini. Durante i dibattiti difatti è emerso l’ampio spazio che la medicina intende dedicare ai dispositivi per la realtà virtuale, adattandone i programmi per scopi di formazione professionale, oppure nell’impiego di videogiochi sviluppati come attività terapeutiche contro depressione e autismo.

Che cosa offrirà View Conference 2017 quindi? Per i nostri lettori, tanto per cominciare, una serie di interviste a nomi come Rob Pardo (il cui curriculum vanta titoli come Starcraft e World of Warcraft), Jan-Bart Van Beek (direttore artistico presso i Guerrilla Games di Horizon Zero Dawn e Killzone) e Kevin Lin (cofondatore di Twitch).
Per i partecipanti invece si potrà partecipare a seminari e dibattiti come:

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  • “Unreal Engine per aziende e studios” con Enea Lefons di Epic Games
  • “Percezione e Colore nella realtà virtuale” con Jacob Gould Schurman, professore di Grafica Digitale presso la Cornell University
  • “Esplorando la narrazione immersiva nella realtà virtuale” con Eric Darnell, direttore creativo presso Baobab Studios
  • “Dalla presenza alla verosimiglianza” con Bernard Yee, produttore esecutivo presso Oculus VR
  • “Creare esseri umani digitali fotorealistici” con Hal Hickel, supervisore per le animazioni di Star Wars Rogue One presso Industrial Light&Magic
  • “Lanciare una carriera nell’animazione, nei videogiochi e negli effetti visivi”

Tutte le informazioni e il calendario degli appuntamenti sono disponibili sul sito ufficiale https://www.viewconference.it

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Francesco Dovis
Dopo aver abbandonato l'ambiente delle riviste scandalistiche, ha ripiegato su un settore ancora più bieco e depravato: la stampa videoludica. Ora non scrive più dei compleanni delle veline o delle scappatelle di attori famosi ma parla di 1080p e 60fps. Non va più a Formentera o all'Hollywood di Milano per paparazzare, ma segue le conferenze dell'E3 e della Gamescom. Il suo idolo non è più Fabrizio Corona ma Matteo Bittanti. In realtà ha studiato giornalismo e praticato per un pò e non si è mai occupato di cronaca rosa, ma è più divertente raccontarla così. I suoi sogni proibiti sono un Gdr nella lingua di Dante e un quadro di Caravaggio rifatto in pixel-art.