Anteprima | Warhammer Inquisitor: Martyr

Anteprima | Warhammer Inquisitor: Martyr

Warhammer Inquisitor Martyr2Credo di aver perso ormai il conto del quantitativo di titoli nella mia libreria Steam che iniziano con la parola Warhammer. Eppure, dopo anni, ancora non mi assale la voglia di dire basta. Non so se il perché sia da ricercare nel mio religioso fanatismo alla causa dell’Imperatore, oppure perché effettivamente l’universo creato dalla Games Workshop è talmente enorme da riuscire a non annoiare mai con i molteplici aspetti della sua tormentata galassia in guerra. Sta di fatto che ogni volta che viene annunciato o è in lavorazione un titolo a marchio Warhammer, c’è sempre la speranza di avere tra le mani qualcosa di eccezionale. Se ci siamo riusciti con Total War, Vermintide, Space Marine e Dawn of War, i quali hanno ottenuto un ottimo successo di critica e pubblico, un po’ meno fortunate invece sono state altre produzioni più di nicchia, relegate ad essere semplice valvola di sfogo per appassionati (Gothic Armada no, Gothic Armada è un capolavoro). Ci sono altresì titoli in sviluppo da anni, con un progetto ambiziosissimo che promette di portare il concetto di guerra galattica e storytelling attivo con la stupefacente componente stilistica di Warhammer 40.000, ovvero Inquisitor: Martyr. Dopo averlo potuto solamente vedere per due anni alle fiere di settore, abbiamo finalmente avuto la possibilità di testare con mano la closed Alpha del titolo di Neocore Games, rimanendo piacevolmente sorpresi da quello che il titolo è in grado di offrire.

Andiamo con ordine. Come già espresso nelle nostre anteprime precedenti, Warhammer Inquisitor: Martyr sarà un action gdr a visuale isometrica, estremamente simile a Diablo nelle meccaniche, in cui vestiremo i panni di un Inquisitore Imperiale dell’Ordo Xenos, la branca dell’inquisizione che si occupa di sterminare gli alieni che attaccano l’Imperium degli Uomini. La prima cosa da fare sarà creare il personaggio scegliendo tra tre diverse classi, di cui solo il Crusader era disponibile. Si tratta della classe base già rivelata nelle precedenti edizioni, mentre le altre due sono l’Assassina, già rivelata lo scorso anno durante la Gamescom, e lo Psyker, presumibilmnte legato all’utilizzo dei pericolosissimi poteri psionici del Warp. Comunque sia la scelta di una classe vi permette di scegliere anche il loadout inziale, specificatamente per il Crusader legato alle armi da mischia, i fucili o le armi pesanti. Questa scelta non pregiudica ovviamente le build future, visto che si può tranquillamente equipaggiare di tutto senza limiti di sorta.

inquisitor_martyr_e3_gameplay_5Come nel più classico degli action hack n’ slash, anche in Inquisitor: Martyr bisognerà proseguire per dei livelli generati proceduralmente massacrando tutto quello che vi si parerà davanti. Il level design procedurale in realtà, per quanto possa essere casuale tende comunque a replicare quasi sempre gli stessi schemi e stili architettonici, dando per ora una sensazione di ridondanza davvero eccessiva. Le missioni proposte non hanno obiettivi particolari se non uccidere un determinato numero di nemici o recuperare un preciso quantitativo di reliquie, ma siamo sicuri che nel lungo termine e quando il gioco verrà rilasciato il campionario di obiettivi sarà molto più vasto. Quello che ci è piaciuto da subito è l’intenzione di Neocore Games di dare il proprio tocco al panorama degli hack and slash isometrici, inserendo il sistema di coperture, fondamentale in un titolo con un grandissimo quantitativo di nemici che attaccano dalla distanza. Gli scontri a fuoco sono estremamente esaltati, e con la meccanica della soppressione la tensione dei combattimenti è sempre altissima: essere soppressi significherà rimanere inchiodati e subire più danni, mentre se l’indicatore rimarrà alto, riuscirete ad agire normalmente. Peccato però che ci si possa riparare solo in determinati punti di ogni mappa, mentre altri ripari che sarebbero altamente funzionali, come le pareti, rimangono invece inutilizzati. Si vengono a creare quindi paradossali situazioni in cui allo stipite di una porta rimarrete inchiodati, mentre dietro una normale cassa potrete resistere all’intera Legione Nera in assetto d’assedio. Ovviamente la maggior parte dei ripari sarà distruttibile dopo un certo quantitativo di colpi o di attacchi pesanti, costringendovi quindi a variare posizione di continuo e a tenere sempre alta la tensione.

W40K-Inquisitor-martyr-1La prima cosa che ci è venuta in mente una volta affrontato Warhammer Inquisitor: Martyr è stata la straordinaria vastità del titolo, davvero incredibile per un gioco del genere. Nonostante la presenza di tre soli personaggi, l’albero della abilità è enorme, arrivando a comprendere decine e decine di abilità passive, ognuna specifica divisa in aree di competenza. Oltre alla personalizzazione del personaggio, abbiamo potuto affrontare il complesso sistema di loot e crafting che il gioco mette a disposizione. Se distruggendo la maggior parte dei nemici si possono ottenere tranquillamente parecchi oggetti (non comunque paragonabili ai livelli di Diablo), una volta tornati alla nave madre, che funge da HUB centrale, potremo sia vendere che distruggere gli oggetti, recuperando materiali. Con questi potremmo autonomamente creare nuovi oggetti più potenti della media, divisi ovviamente per classe di rarità, incrementando significativamente la nostra potenza come inquisitore. La caratteristica peculiare del gioco però è nel tempo di crafting, non più istantaneo, ma legato all’attesa di svariati minuti a seconda della rarità e della potenza dell’oggetto. Questa meccanica da browser game ci ha fatto un po’ storcere il naso, ma alla fine l’attesa massima è di una ventina di minuti, tempo quindi di una missione.

La vastità del titolo è intrinseca anche nella selezione delle missioni. Ci è ancora oscuro per motivi di tempo e di versione il concetto di guerra totale in pieno sviluppo, ma è chiarissimo invece che l’intenzione degli sviluppatori è quella di rappresentare in pieno una galassia in guerra, con decine di fazioni, lotte intestine, eresie che serpeggiano tra i mondi e invasioni demoniache alle porte. Ogni galassia avrà i propri sistemi e ogni sistema i propri pianeti su cui giocare, ognuno con il proprio contributo alla causa imperiale e con le proprie caratteristiche. E’ un peccato per ora che queste caratteristiche si riflettano solo sulla presenza o meno di determinati nemici, ma gli sviluppatori hanno assicurato che stanno lavorando tantissimo per garantire la miglior esperienza di Warhammer possibile.

Aspettative:

  • Un’intera galassia in guerra
  • Alcune meccaniche originali
  • Potenzialmente enorme e infinito

Dubbi:

  • Ripetitività delle missioni e degli ambienti
  • Cover system ancora abbozzato

 

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