Hands on | Sine Requie – Snake Eyes

Hands on | Sine Requie – Snake Eyes

Parlare di Sine Requie – Snake Eyes è doppiamente un piacere: in primis perché il titolo sviluppato da Unreal Vision è un prodotto italiano a trecentosessanta gradi, creato da un talentuoso studio nostrano e ambientato nell’universo apocalittico immaginato da Leonardo Moretti e Matteo Cortini che prende il nome di Sine Requie; in seconda battuta, perché raramente ci è capitato di avere tra le mani un titolo kickstartato che proponga già a questo stadio una demo più che convincente e assolutamente in linea con le promesse fatte. Abbiamo già incontrato i ragazzi di Unreal Vision alla Milan Games week (in un’intervista che potete rivedere a questo link) e durante il Lucca Comics 2017 abbiamo potuto osservare da vicino la loro demo, approfondita poi con l’ausilio della loro pagina Kickstarter (raggiungibile a questo link) e siamo finalmente pronti a parlarvi nel dettaglio del terrificante mondo di Sine Requie.

Prima di parlare del gioco in sé, è utile spiegare cosa sia effettivamente Sine Requie, il mondo malato che fa da sfondo ad uno dei migliori e più originali giochi di ruolo cartacei moderni, nati dalla mente geniale e perversa di Leo e Curte (al secolo Leonardo Moretti e Matteo Cortini). Il 6 Giugno del 1944, giorno dello sbarco in Normandia, i Morti si sono improvvisamente ridestati, guidati solo dall’istinto della fame, iniziando di fatto la loro guerra contro i vivi. In questa apocalisse zombie, la seconda guerra mondiale non è mai stata vinta dagli alleati e la maggior parte delle persone morirono falcidiate dalla furia cieca dei Morti, non sapendo più dove rifugiarsi. In questo periodo, approfittando della necessità di sicurezza delle persone, rinacquero alcuni dei regimi totalitari più cruenti della storia, con la Germania vittoriosa nella guerra e rifondata come IV Reich, la Russia divenne un’unione di città sotterranee governate da uno spietato calcolatore di nome Z.A.R. e l’Italia sprofondò in una teocrazia guidata dal Papa, che restaurò l’Inquisizione e l’Ordine combattente dei Templari, rigettando qualsiasi forma di tecnologia. Proprio nell’Italia del 1957 è ambientato Sine Requie – Snake Eyes, in cui prenderemo il controllo dell’Inquisitore Rossano Mazzoni e del suo gruppo di conversi, uomini e donne che hanno giurato di servire fedelmente il loro Magister nella sua battaglia contro le eresie e i culti malvisti dalla Chiesa di Roma. Nella dimostrazione in questione, Magister Mazzoni, in viaggio verso la città di Ravenna alla ricerca del culto eretico degli Occhi del Serpente, si imbatte casualmente nel piccolo paesello di Sant’Ezechiele, dove non tutte le cose sono esattamente quello che sembrano.

La struttura di gameplay di Sine Requie – Snake Eyes è quella di un gioco di ruolo survival all’apparenza molto semplice ma non per questo poco complessa. Vi ritroverete a gestire quattro personaggi singoli, ognuno con il proprio equipaggiamento specifico, ma che agiscono comunque come un sol gruppo attraverso una mappa del centro Italia che mostra alcuni punti di interesse. Non tutti daranno luogo a situazioni o scelte particolari, mentre altri invece saranno teatro di violenti scontri, incontri particolari o decisioni anche eticamente difficili da prendere. Il movimento lungo la mappa è scandito da una serie di turni che si svolgeranno nell’arco delle varie ore del giorno, facendovi agire all’alba, al tramonto o durante la notte, e che modificherà alcune delle vostre opzioni di dialogo o d’azione durante gli incontri. Muoversi comporterà anche il diminuire degli indicatori di fame, fatica ed stabilita`, che insieme alla vitalità vanno a tracciare il profilo di salute di ogni personaggio, da tenere costantemente d’occhio se si vuole mantenere il gruppo alla massima efficienza. Durante i dialoghi infatti si potranno intraprendere azioni particolari che porteranno ad esiti differenti, molti dei quali vi faranno perdere alcuni di questi punti. Tutto questo perché Sine Requie – Snake Eyes sfrutta ovviamente le meccaniche di gioco della sua controparte cartacea, ovvero quell’originale e al contempo infame sistema di tarocchi che va a sostituire completamente i dadi.

I Tarocchi infatti vengono estratti ogni volta che c’è da compiere un’azione particolare e a seconda della figura uscita, ci sarà un effetto diverso, che andrà dal successo perfetto al fallimento disastroso, passando ovviamente per tutte le sfaccettature nel mezzo, coinvolgendo anche alcuni o tutti gli altri personaggi con il loro esito. Il risultato è un sistema sì altamente aleatorio, ma divertente proprio perché molto più malleabile e decisamente meno guidato. La brutalità di questo sistema viene attenuata lievemente grazie alle regole della seconda edizione di Sine Requie, che in base alle situazioni vi permetteranno di pescare due tarocchi e sceglierne il migliore (o il peggiore, se la situazione è particolarmente svantaggiosa). Tutto questo si riflette ovviamente sulla conduzione del gioco, con sviluppi imprevedibili sulla vicenda che fano sentire il giocatore come se fosse realmente all’interno di una partita del gioco di ruolo cartaceo: scelte diverse portano a conseguenze impensabili, e durante la nostra prova, ogni volta che abbiamo affrontato la demo siamo giunti ad una conclusione diversa, basata sulle risposte date o sulla scelta degli eventi, passando ovviamente per l’imprevedibilità dei tarocchi. E’ esattamente questo il pregio di Sine Requie – Snake Eyes, quelli di strutturare il gioco esattamente come se fosse una sessione gdr, cosa che gli appassionati del genere apprezzeranno sicuramente.

Siamo rimasti sorpresi anche dalla gestione dei combattimenti, con un sistema semplice quanto intuitivo, che riprende per certi versi quello dei vecchi Heroes o Darkest Dungeon, con ogni personaggio della squadra in grado di effettuare diverse azioni personalizzate ed influenzate anche dal suo posizionamento sulla griglia di battaglia. Inutile dire che anche qui i tarocchi la faranno da padrone, con risultati imprevedibili, che possono portare alla sconfitta istantanea di un nemico o all’inceppamento dell’arma, con ovviamente la possibilità di morire dilaniati. Se dal punto di vista del gameplay questa randomicità potrebbe sembrare risultare eccessiva, potete tranquillizzarvi pensando al fatto che il combattimento è comunque abbastanza tattico da essere influenzato dalle vostre decisioni e dal sistema di vantaggi e svantaggi, e comunque sia si adatta alla perfezione al mondo di Sine Requie, estremamente brutale e dove la morte è dietro l’angolo, dove la salvezza è spesso apparente e le fauci dei morti sono l’unico rimedio alla sofferenza.

Impossibile non citare la stupefacente direzione artistica del titolo, che in linea con lo stile di Sine Requie, ci regala dei disegni meravigliosi ed perfettamente caratterizzati su ogni personaggio e protagonista, mentre alcuni npc secondari vengono ritratti sempre alla stessa maniera (ma a questo stadio della produzione è assolutamente legittimo). In conclusione Sine Requie – Snake Eyes ha tutte le prerogative per essere un eccellente tie-in del gioco di ruolo, oltre ad un prodotto estremamente godibile da parte di tutti gli amanti dei gdr in generale e di cui attendiamo con estremo interesse tutte le possibili novità.

Aspettative:

  • Fedelissimo al gioco di ruolo cartaceo
  • Direzione artistica eccezionale
  • Altamente rigiocabile

Dubbi:

  • Alcune illustrazioni riciclate

 

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Renato Passalacqua
Apparso nella redazione di Game-eXperience come Terminator e con un' unica missione, ovvero la recensione perfetta. É come una macchina inarrestabile, non teme nessun gioco. Qualsiasi sia la piattaforma, da quella Next Gen alla Retró, lui é sempre li pronto come un giudice di X-Factor per dare la sua ardua sentenza. È talmente immerso nel suo lavoro che potrebbe dare un voto anche alla vostra prestazione sessuale.