La Rubrica di Nonno Gamer: Gabriel Knight 3

La Rubrica di Nonno Gamer: Gabriel Knight 3

Raccontare belle storie, si sa, è prerogativa dei nonni come me. Tuttavia io mi ritengo un nonno un pò atipico e le storie preferisco viverle e farmele raccontare piuttosto che mettere a letto un chiassoso nipotino con la solita sbrodolata su Cappuccetto Rosso! In questo caso mi riferisco innanzitutto e soprattutto alle storie narrate in titoli delle epoche videoludiche passate, quando il giocatore NON AVEVA problemi a leggersi lunghi testi o seguire lunghe sequenze di dialogo. Sto parlando di avventure grafiche di gran qualità, ultimamente tornate alla ribalta principalmente nel settore indie (anche italiano!) con titoli interessanti come Detective Gallo: l’avventura punta-e-clicca ha ancora moltissimo da dire, soprattutto perchè si tratta di un genere dal passato prestigioso. Quest’oggi, cari giovinastri senza cultura videoludica, vi parlerò di un gioco che ritengo personalmente splendido e dalla narrazione ancora insuperata: un vero gioiello del genere ad opera della bravissima scrittrice Jane Jensen ed uscito per PC il 19 Novembre 1999.

Gabriel Knight 3: Il mistero di Rennes-le-Château – Il mistero macchiato di sangue (ma quanto è lungo? Il titolo originale era Gabriel Knight 3 – Blood of the Sacred, Blood of the Damned) è il primo della serie a sdoganare il 3D dopo aver superato un primo capitolo con uno stile grafico “alla Monkey Island” ed un secondo capitolo basato sui fondali renderizzati e riprese di attori in carne gk32ed ossa. Come saprete io non apprezzo molto il 3D, ma in questo caso lo “perdono” considerato che mi ha donato una delle esperienze videoludiche più belle della mia vita. Per la terza volta vestiamo i panni di Gabriel Knight, scrittore di New Orleans diventato Schattenjäger (Cacciatore di Ombre in tedesco) ossia una sorta di Dylan Dog ,un investigatore specializzato in paranormale ed eventi inspiegabili. Il buon Gabriel questa volta è impegnato a proteggere Charlie, il figlio neonato del principe James di Albany della casata britannica Stuart: il real cliente è infatti preoccupato per le attenzioni che vengono rivolte a suo figlio da alcuni sconosciuti “visitatori notturni”. Prima che Gabriel possa scoprire qualcosa di preciso, il bambino viene rapito da sconosciuti figuri e trasportato in tutta fretta nella Francia meridionale, precisamente in Linguadoca presso il piccolo villaggio di Rennes-le-Château. Gabriel riesce a seguire i rapitori fino alla minuscola stazione ferroviaria di Couiza, ma viene poi intercettato e messo fuori combattimento da un forte colpo alla fronte: riesce a recuperare i sensi quasi immediatamente ma nel frattempo i due se la sono data a gambe con il prezioso bambino. Aiutato dal capostazione, Gabriel viene caricato su un taxi, portato alla vicina Rennes-le-Château ed alloggiato presso l’albergo locale: il mattino seguente inizieranno le indagini che lo porteranno a scoprire ben più di quanto si sarebbe aspettato.

Come si può descrivere brevemente Gabriel Knight 3? E’ narrazione allo stato puro, una storia coinvolgente e ben raccontata che si intreccia perfettamente con le scelte di gameplay messe in campo. Non si tratta della solita avventura grafica, considerata la sua grafica 3D che permette al giocatore di esplorare liberamente l’ambiente circostante lasciando Gabriel in un’altra posizione. Non si tratta della solita avventura grafica perchè il gioco tocca argomenti decisamente maturi, occulti e religiosi con parecchi decenni d’anticipo rispetto al celebre film Il Codice Da Vinci. Quando sono andato al cinema a vederlo, leggevo la sorpresa sui volti degli altri spettatori nel sentir parlare di “Priorato di Sion” oppure di “Teoria della Progenie di Gesù Cristo”: Gabriel Knight 3 è uno di quei casi (lo dico con un pò di arroganza, lo ammetto) in cui i videogiochi ci hanno dato una grossamaxresdefault cultura, alla faccia di tutti quelli che ci prendevano in giro al tempo. Non si tratta solo di una storia ricca di colpi di scena, ma anche di una vera e propria scuola della narrazione videoludica adattata al particolarissimo gameplay.

A differenza delle altre avventure grafiche punta-e-clicca, Gabriel Knight 3 non si districa solamente in diversi ambienti “sbloccabili” quando si ottiene un determinato oggetto o si porta a termine un determinato obiettivo, ma le sezioni di gioco sono divise in “blocchi temporali” che avanzano man mano che si raccolgono informazioni/completano discussioni/trovano oggetti. Ogni volta che porteremo a termine un’azione utile all’avanzamento della trama, il punteggio in alto sullo schermo aumenterà ed una volta raggiunto un determinato numero potremo sentire un rumore di orologio. Il suono indicherà l’avanzamento del blocco temporale, ed i personaggi della storia saranno quindi spostati rispetto a dove si trovavano in precedenza così da indicare un progresso della trama. Un particolare plauso va fatto alla ricostruzione del villaggio di Rennes-le-Château, esistente davvero e riprodotto nel gioco in maniera ammirevole: chi ha visitato il luogo reale ha confermato che Gabriel Knight 3 è quasi una mappa interattiva del posto. La colonna sonora è di altissima qualità e va ricordato in questa sede l’ottimo doppiaggio del protagonista Gabriel Knight ad opera del simpatico e talentuoso Giorgio Melazzi (qualcuno ha detto Max Payne?) accompagnato dalla celebre Roberta Gallina nei panni dell’assistente nippo-americana Grace Nakimura.

C’è poco altro da aggiungere cari nipotini e nipotine: se avete voglia di mollare, almeno per un paio di giorni, i vostri giochi fotorealistici e moderni per buttarvi in un’avventura davvero EPICA avete una sola scelta. Gabriel Knight 3 è una storia senza tempo, un’avventura grafica punta-e-clicca come poche altre che è in grado, ancora oggi, di regalare una narrazione splendida e sapiente. Fidatevi del nonno! Non resterete delusi!

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