Recensione | 7th Dragon III Code VFD

Recensione | 7th Dragon III Code VFD

7TH Dragon è una serie di rpg-dungon-crawler legata alle console portatili. Nonostante non sia mai stata importata ufficialmente in occidente prima d’ora, i primi capitoli si sono distinti per diversi spunti interessanti, giustificando una traduzione amatoriale dei titoli per Nintendo DS e PSP. Il quarto e ultimo però arriva ora in Europa, per 3DS con una storia autonoma ed indipendente.

Il regno del fuoco

7Th Dragon 3ds (11)Anno 2100: l’umanità ora vive in pace nonostante in alcuni periodi abbia dovuto affrontare l’invasione dei draghi. Una minaccia pericolosa, legata non solo agli attacchi dei lucertoloni giganti, ma anche all’epidemia di un fiore velenoso che ne accompagna la venuta, creando un habitat tanto gradito ai rettili quanto dannoso per le persone. La corporazione Nodens tuttavia ha catalogato sette draghi leggendari, di cui due ancora in vita, anche se sopiti. Questa, ben conscia che il risveglio di queste creature potrebbe  seminare di nuovo la distruzione sulla Terra, ha creato un videogioco in realtà virtuale per allenare i futuri cacciatori di draghi. Il gruppo di protagonisti difatti è uno dei pochissimi ad aver raggiunto il punteggio massimo al suo interno ed ad aver dimostrato di avere le qualità per diventare cacciatori anche al di fuori della simulazione, entrando a far parte dell’Unità 13 che deve scongiurare una nuova apocalisse. 7Th Dragon 3ds (1)Grazie alla tecnologia sviluppata da Nodens, i protagonisti possono viaggiare nel tempo sino a raggiungere diverse epoche storiche in cui i draghi prosperano e raccogliere dei campioni utili a creare un’arma efficace per sconfiggere gli ultimi due esemplari maestri, i più pericolosi. Nel corso di questi viaggi sarà necessario affrontare anche un nutrito e variopinto bestiario di nemici sorto all’ombra dei grandi predatori, il tutto lungo livelli gestiti secondo uno schema ibrido tra i canoni dei dungeon-crawler e j-rpg. Se l’esplorazione e i dialoghi avvengono visualizzando la squadra in terza persona, le battaglie invece si svolgono con una inquadratura in prima, in cui si osservano i nemici, limitando la presenza dei protagonisti alle sequenze che accompagnano attacchi e abilità speciali. Il resto è mantenuto secondo i binari tipici, con un menù per scegliere tra opzioni come attacco, fuga, difesa, oggetti, abilità e un ritmo dettato dai combattimenti casuali. Similmente a Etrian Odissey però è visibile un indicatore che segnala la vicinanza al prossimo incontro, permettendo così di prepararsi.
La trama di III Code VFD è accessibile anche a chi non abbia giocato i capitoli precedenti, partendo solo dagli spunti passati, ma situando la storia in un contesto tutto suo.

Dragonheart

7Th Dragon 3ds (6)Il sistema di combattimento è studiato in modo da valorizzare il gioco di squadra il più possibile. Il grande punto di forza di 7Th Dragon difatti risiede nelle classi, differenziate sia stilisticamente, sia nella sostanza, per consentire la creazione di squadre più eterogenee possibile, presentando diversi spunti originali e rimaneggiando quelli tradizionali con una veste rinnovata. Se Samurai e GodHand possono essere liquidati come i collaudati spadaccino e monaco, capaci di usare qualsiasi arma bianca o di mescolare attacco e difesa, la curiosità si trova nell’Agente, nel Duellante, nell’Indovino o nel Cavaliere Runico.
Il primo è in grado di “hackerare” i nemici e indurli ad attaccarsi a vicenda o danneggiarsi da soli, il secondo dispone di un mazzo di carte, utilizzabili da sole o combinate per attivare incantesimi, evocazioni e trappole in modo molto simile a quanto avviene in Yu-gi Oh. La cosa interessante del duellante sta nel fatto che le carte vengono pescate a caso e sovente bisogna costruire la propria strategia di attacco e difesa con ciò di cui si dispone, potendo scegliere da un insieme di opzioni comunque soddisfacente. L’indovino invece basa la sua influenza sui malus, alterando lo stato nemico e via dicendo. Alcune di queste classi sono disponibili sin dall’inizio, altre invece vengono sbloccate nel corso dell’avventura, andando a costituire la seconda e terza squadra, per un totale di nove personaggi messi a disposizione. Dividendoli tra chi svolge un ruolo maggiore e chi garantisce supporto.

Eliott il drago invisibile

7TH dragon 3ds bossQuesto elemento da un lato offre un’ottima versatilità, permettendo di comporre la propria armata secondo le esigenze del giocatore e soddisfacendo qualsiasi sfumatura nell’ approccio alla battaglia: da quella più essenziale basata sulla forza bruta, a quella più tecnica e creativa, basata sulle sinergie e sulle combo tra le abilità. Il rovescio della medaglia però è che non sono disponibili protagonisti dotati di una loro personalità. Tutti gli eroi sono composti in base a classe, sesso e un paio di varianti nell’aspetto estetico, ma inquadrati comunque in modo neutro all’interno della trama. Il mattatore può quindi essere un uomo o una donna, un adulto così come una ragazzina, con il risultato che il suo ruolo dentro gli eventi è prestabilito in modo tale da non scontrarsi o non creare contraddizioni con qualsiasi possa essere la scelta del giocatore. Ai nostri comandi quindi ci sarà qualcuno che ricopre una parte principale ma segue una linea basilare di comportamento  senza ricevere una caratterizzazione specifica o degna di nota. A poco servono le risposte messe a disposizione di fronte alle domande, buone solo a cambiare le sfumature dei dialoghi. La trama tuttavia non è da disprezzare: la storia è sviluppata attraverso le azioni dei comprimari e alcuni di loro svolgono ruoli forti, riservando momenti drammatici e colpi di scena. L’unico rischio è che ci sia un minore coinvolgimento proprio per via del mancato approfondimento degli eroi, abbandonando ironicamente la scena narrativa nelle mani delle comparse. L’ambientazione, grazie all’espediente dei viaggi nel tempo, mescola diversi elementi e si distacca dai binari del fantasy tradizionale spiccando un un pò di più rispetto alla media. Ottimo anche l’aspetto dei draghi principali, maestosi, imponenti, ma spesso anche bizzarri, al punto da rimaneggiare il concetto di drago in modo molto creativo e intrigante.

Il drago del lago di fuoco

7thdragon3-19La grafica ricorre allo stile “chibi” per i modelli tridimensionali, sottolineando una certa obsolescenza tecnica dell’hardware del 3DS, ma mantenendosi più che discreta per gli standard della console. I livelli sono costruiti con attenzione per sottolineare la specificità di ciascun mondo visitato e la tavolozza cromatica che li compone è sgargiante, carica di colori saturi e vivaci che rafforzano l’originale contrasto tra modernità “fluo” e luoghi fantasy, tra  hacker e draghi.
Ottime le musiche di Yuzo Koshiro, nome di eccellenza nel panorama delle colonne sonore dei videogiochi giapponesi, capace anche stavolta di regalare temi perfettamente calzanti con la tipologia di gioco e le situazioni affrontate e vissute al suo interno.
Il livello di difficoltà garantisce una sfida adeguata: in molteplici occasioni anche i nemici comuni possono danneggiare considerevolmente il gruppo, complicando le cose in vista dello scontro con un boss. E’ incentivata la gestione della squadra puntando sulla peculiarità di ciascuna classe e questa specializzazione estrema scongiura l’appiattimento dei combattimenti, regalando una discreta varietà. Le classi dal canto loro si prestano alla rotazione proprio invogliando l’utente a provarle tutte. Forse l’unico aspetto che rischia di abbattere troppo la sfida sta nella ricarica di punti vita e magia in corrispondenza dei punti di salvataggio, che può diventare un aiuto molto generoso.
Ottenendo punti esperienza e completando missioni si possono comprare degli abbellimenti per ampliare la base situata nel presente, in modi anche stravaganti. Il più pittoresco di tutti è sicuramente il Gatto-bar, come quelli che vanno di moda in Giappone. L’altra opzione è il creare delle relazioni tramite un sistema di appuntamenti. Piccole aggiunte, utili più ad offrire un contorno frivolo come passatempo.

Pro

  • classi originali e ben diversificate
  • bella ambientazione e idea interessante alla base della trama
  • buona giocabilità

Contro

  • meccaniche poco innovative
  • personaggi principali male integrati nella storia

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