Recensione | Bullet Soul Infinite Burst

Recensione | Bullet Soul Infinite Burst

Nella scorsa generazione il genere shmup è stato piuttosto fiorente nelle sue trasposizioni su Xbox360. Tuttavia ben pochi di quei titoli sono giunti sul mercato occidentale, lasciando ai piccoli editori il compito di proporli al di fuori del Sol Levante approfittando dello spazio offerto da Steam. Bullet Soul Infinite Burst è un’aggiornamento di un titolo già pubblicato, ma che riesce a raggiungere una maturità ludica interessante in questa sua versione estesa.

Hitbox: più piccolo è, meglio è.

Sorvoliamo sulla flebile trama che vede quattro piloti schierati contro un’intera flotta ostile, un manipolo di personaggi però assemblato in modo variopinto e simpatico, ben diversificato in base a potenza di fuoco, tipo di raffica e velocità.
Comandi alla mano, la forza di Bullet Soul emerge nella sua aggressività, per cui il giocatore è chiamato ad attaccare con forza le ondate avversarie, più che resistervi. Al veterano del genere appare subito evidente questa scelta per via delle dimensioni estremamente ridotte dell’hitbox della navicella, che permette di passare indenni in mezzo alle raffiche con disinvoltura per non perdere neanche un’occasione di tempestare il nemico. Per i meno avvezzi invece bisogna specificare che l’hitbox in uno shmup è quella parte invisibile della navicella che il gioco considera come il punto di contatto per considerare se un proiettile ha colpito o meno. In molti giochi si utilizza un hitbox di dimensioni medie, coperto con una skin di una navetta di dimensioni maggiori solo per ragioni estetiche.
Difatti può capitare di vedere un laser che tocca visibilmente la navicella eppure questa rimane intatta, segno che l’hitbox che innesca la distruzione è posto al centro della skin, lasciando “vuote” e insensibili le estremità. Gli sviluppatori di 5PB hanno optato per ridurre ulteriormente queste dimensioni, creando un lieve spiazzamento per la generosa indennità garantita. Bullet Soul difatti è inteso come un gioco di attacco: muoversi all’interno di una raffica senza indietreggiare, ma avanzando persino, qui è da considerarsi la norma, anziché una manovra per i più virtuosi. Una scelta che, per assurdo, abbraccia fasce di giocatori agli estremi opposti, gli esperti desiderosi di dominare la situazione in ogni livello, così come chi parte allo sbaraglio più totale. L’aspetto ironico della giocabilità sta proprio nel suo adattarsi nello stesso tempo sia al coraggioso che all’incosciente.

Caravan Bancho Burst

Le modalità di gioco offerte offrono una discreta varietà di approccio grazie alle differenze tra Burst e Normal. Quella classica punta sulla solita formula basata su di un numero di navette e smart bomb limitato per ogni continua. Burst invece garantisce una resistenza maggiore dovuta ad una barra di energia che indica quanto possa sopportare la navicella prima di essere abbattuta. L’impatto singolo non la distrugge e raccogliendo dei power-up la barra può essere ricaricata. In compenso però non sono disponibili bombe, ma solo un “turbo” (chiamato anch’esso Burst) che viene gestito attraverso una barra di energia secondaria, che va riempita distruggendo nemici. Caricato al massimo il turbo, questo può essere attivato per sfruttare una manciata di secondi ad alto tasso di distruttività, ma la sua differenza rispetto alle classiche smart bomb sta proprio nel non essere elargito gratuitamente ad ogni rientro, ma nel doverlo accumulare diligentemente.
Tra Burst e Normal di differenza ne passa parecchia e lo stile di gioco va completamente rivisto quindi, non solo per restare in vita o per distruggere i nemici ma anche per raggiungere i punteggi più alti.
L’altra novità introdotta in Burst sta nella raccolta di monete che vengono rilasciate da ogni nemico.Distruggendo i mezzi avversari si velocizza il rientro di nuovi rimpiazzi e di conseguenza il rilascio di nuove monete. Di base quindi la posizione della propria navicella sarà nella metà alta dello schermo, una tattica che apparirebbe suicida in altri titoli, ma che qui è consentita. Neppure i boss di fine livello provano ad infrangere questa regola dato che bisogna annientarli entro un limite di tempo ristretto, esaurito il quale scapperanno, facendo perdere un ghiotto bonus a fine area.
Tutte queste situazioni non fanno che confermare come BSIB punti su questa formula aggressiva e la sua natura trova la sua migliore espressione proprio giocando in Burst. Di contorno ma comunque apprezzabili sono Bancho (uno Score-Attack con giocarsi una gara a punti su di un singolo livello), Caravan (un time-attack ristretto a pochi minuti) e Musou (sbloccabile dopo aver terminato il gioco con tutti i personaggi, in cui si dispone di un turbo infinito con cui sfogarsi ancora di più).

Pro

  • stile di gioco aggressivo inedito
  • modalità di gioco ben diversificate

Contro

  • rimane legato ad una longevità arcade o basata sulla ricerca del record al punteggio

Commenti

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Francesco Dovis
Dopo aver abbandonato l'ambiente delle riviste scandalistiche, ha ripiegato su un settore ancora più bieco e depravato: la stampa videoludica. Ora non scrive più dei compleanni delle veline o delle scappatelle di attori famosi ma parla di 1080p e 60fps. Non va più a Formentera o all'Hollywood di Milano per paparazzare, ma segue le conferenze dell'E3 e della Gamescom. Il suo idolo non è più Fabrizio Corona ma Matteo Bittanti. In realtà ha studiato giornalismo e praticato per un pò e non si è mai occupato di cronaca rosa, ma è più divertente raccontarla così. I suoi sogni proibiti sono un Gdr nella lingua di Dante e un quadro di Caravaggio rifatto in pixel-art.