Recensione | Color Symphony 2

Recensione | Color Symphony 2

Il mondo dei titoli indipendenti è ormai colmo di titoli che spaziano nei generi più diversi. Molti di essi, piuttosto che intraprendere strade già ampiamente percorse da titoli di portata superiore, cercano di proporre invece qualcosa di diverso, puntando tutto sull’originalità e sullo stile. Color Symphony 2 è un viaggio nel puzzle platforming più puro, di quelli che possono mettere davvero in seria difficoltà anche i giocatori più esperti. Propone una marea di enigmi che richiederanno diverse soluzioni: talvolta serviranno momenti di riflessione, altre volte salti di precisione millimetrica. Ma ciò che servirà sempre sarà una grande, grandissima dose di pazienza.

Sinfonia acuta

6Soprattutto negli ultimi tempi, molti titoli basati principalmente sul puzzle solving hanno tentato di introdurre, tra un enigma e l’altro, il racconto di una storia, più o meno complessa a seconda dei casi. Non potendo sfruttare dispendiose cutscenes o chissa quale espediente narrativo, spesso ci siamo trovati con una voce narrante (come in “Pneuma: Breath of Life” e “In Between”) che aggiungeva sezione per sezione piccoli tasselli di un più grande mosaico. Senza sottrarsi a questa regola, anche Color Symphony 2 utilizza questa modalità di racconto: sarà una semplice scritta sullo sfondo dei livelli a fare da narratrice. La storia che viene raccontata racconta del protagonista, un uomo partito per un lungo viaggio che, dopo aver fatto ritorno a casa, trova un mondo completamente diverso da ciò che aveva lasciato. Sebbene lo stile e la premessa siano senza dubbio potenzialmente validi, la trama fallisce nell’intento di risultare interessante. Soprattutto considerando le meccaniche trial and error e l’alta difficoltà del titolo (di cui ci occuperemo), risulta davvero improbabile riuscire a seguire un racconto dai toni blandi mentre si ripete per la decima volta la stessa area. Inoltre, diversamente da altri titoli, il testo a schermo non ha alcun legame con il livello in cui compare. Sarebbe stata gradita quantomeno una similitudine tra testo e gameplay, o qualche rimando metaforico, ma probabilmente non è ambizione di questo titolo farsi ricordare per il suo contesto.

Color Puzzle

5Come facilmente deducibile, il fulcro del gameplay ruota intorno alla gestione dei colori. Ogni oggetto dello scenario, dalle pedane agli ostacoli, sarà di un diverso colore: blu, bianco, rosso o nero. La pressione di X, Y, e B farà scomparire rispettivamente gli oggetti di quella tonalità. Ovviamente, per facilitare i riflessi del giocatore, il rosso corrisponderà alla B, X al blu e Y a un bianco (tendente al giallo). Avendo il salto come unica forma di movimento vera e propria, sarà nostro compito aprirci un varco tra trappole rotanti, piattaforme semoventi, nemici, e un gran numero di elementi dello scenario che verranno man mano aggiunti avanzando nel gioco. Oltre a poter eliminare gli elementi di un colore dallo scenario, otterremo anche un’abilità speciale che permetterà, per un tempo molto limitato, di eliminare più colori contemporaneamente dal nostro livello. Una premessa di gameplay cosi semplice ha in realtà un grandissimo potenziale: ci troveremo  di fronte ad enigmi davvero molto diversi tra loro, di cui alcuni davvero brillanti e in grado di presentare più di una soluzione per essere risolti. Ma non si tratta di un puzzle game statico dove sarà solo la riflessione a contare: al contrario, ciò che ci metterà più in difficoltà sarà proprio la parte platform più pura. Già, perchè il movimento e il salto del protagonista sono estremamente veloci: in alcune situazioni bisognerà avere dei riflessi davvero eccellenti, calcolando praticamente al millimetro il movimento da effettuare. Dovremo inoltre associare imagementalmente ad ogni tasto la rimozione del relativo colore vista la velocità con la quale ci troveremo ad effettuare lo switch, e questo sistema richiederà inevitabilmente molta pratica prima di poter essere padroneggiato appieno. In caso di morte (e le morti saranno numerose) saremo costretti a ripetere sessioni anche piuttosto lunghe, e questo rende Color Symphony 2 un titolo decisamente non adatto a chiunque non abbia pazienza sufficiente da riuscire a sopportare una grandissima serie di morti senza cadere nell’abisso della frustrazione. L’improvvisazione non è assolutamente contemplata già a partire dal secondo capitolo: tentare di avanzare contando solo sulla fortuna corrisponderà a un suicidio, sebbene l’assenza di vite consumabili permetta comunque di sperimentare in libertà. Il sistema di controllo è molto reattivo nel caso dei salti, un pò meno nel caso dello switch tra colori, considerando che premere (anche per errore) due colori in rapida sequenza potrebbe talvolta non funzionare. E’ inoltre inevitabile che la crescente difficoltà, unita ad un level design che non presenterà grosse novità sostanziali avanzando nel gioco, lascierà inevitabilmente cadere il titolo in un pericoloso vortice di ripetitività che non tutti saranno disposti a sopportare. Questo influisce inevitabilmente anche sulla rigiocabilità, dato che, nonostante la gradita presenza di leaderboards online e di un sistema di rating “a stellette” tipico dei titoli mobile, se escludiamo i cappelli collezionabili sparsi per i livelli sarà davvero difficile riuscire a trovare dei motivi validi per tornare sui propri passi e rigiocare una fase precedente.

Colorblind

3A dispetto del titolo, Color Symphony 2 non è esattamente il vortice di colori che sarebbe lecito aspettarsi. Al contrario, il titolo presenta uno stile e una palette cromatica decisamente minimali, quasi blandi, e difficilmente ci saranno sezioni in cui lo stile grafico riuscirà a farsi apprezzare davvero. Sono comunque apprezzabili alcuni disegni, o lo stesso design del protagonista, ma nulla che possa in alcun modo riuscire a superare la sufficienza, soprattutto considerando che determinati elementi sono riutilizzati lungo tutto il gioco. Apprezzabile la funzione di gioco per daltonici, per i quali senza questa funzione il titolo sarebbe totalmente inutilizzabile. Il comparto sonoro fa discretamente il suo dovere, con musiche di accompagnamento che riescono nel difficilissimo compito di non risultare ridondanti e fastidiose nei lunghi momenti di riflessione e di ripetizione dei livelli a cui inevitabilmente andremo incontro se vorremo completare il gioco. Discutibili poi alcuni effetti audio, come il protagonista che muore come se fosse fatto di pietra, ma sono più che altro dettagli poco influenti. Escludendo un fattore rigiocabilità quasi nullo, come accennato in precedenza, la longevità è comunque apprezzabile, sebbene essa dipenda strettamente da quanto sarete scaltri nella risoluzione degli enigmi. Nel nostro caso siamo rimasti bloccati piuttosto spesso, aumentando inevitabilmente il tempo di gioco anche per alcune (ripetute) morti in determinati punti. Considerando il prezzo a cui viene offerto (9.99€), Color Symphony 2 è un titolo che possiamo consigliare solo ai giocatori più pazienti, in cerca di una sfida tosta, a tratti frustrante. Tutti coloro che invece cercano un platform rilassante dai colori sgargianti farebbero bene a guardare altrove.

Pro

  • Livelli ispirati e molto impegnativi
  • Richiede pratica e dedizione
  • Buona longevità

Contro

  • Talvolta molto frustrante
  • La ripetitività di fondo stanca presto
  • Il racconto è trascurabile
  • Tecnicamente piuttosto anonimo