Recensione | GRIDD: Retroenhanced

Recensione | GRIDD: Retroenhanced

Sto cercando in tutti i modi di non iniziare questa recensione con la classica introduzione che fa riferimento agli anni 80, alle sale giochi, ai bei tempi dell’arcade e al cyberspazio, tutti temi che durante la nostra conoscenza di GRIDD: Retroenhanced abbiamo già ampiamente trattato e che, molto probabilmente tratteremo anche in questa sede. Proprio per questo vorrei iniziare proprio invece dagli Antab Studio, da chi effettivamente il gioco lo ha creato in un contesto come quello italiano che sta vivendo sì un periodo d’espansione, ma sempre e comunque in ritardo rispetto ai proprio colleghi internazionali. In una situazione come quella italiana nella quale siamo costretti a rincorrere piuttosto che ad aprire la strada, e in un contesto come quello attuale dove l’apparenza è più della sostanza, proporre un titolo indipendente basato esclusivamente sul punteggio e sul gameplay potrebbe sembrare una pazzia. Ma in fondo, se nell’oscurità un cieco è la guida migliore, in un’epoca di follia chiedete ad un folle di indicarvi la strada. E’ questo che sono gli Antab Studios, tre folli che con umiltà e passione hanno messo in mostra il loro talento con GRIDD: Retroenhanced, un titolo semplice, diretto e veloce che ha un unico difetto: se avete più di 18 anni, dà letteralmente assuefazione.

Do androids dream of electric sheeps?
GRIDD: Retroenhanced è, come se non fosse stato chiaro dalla sua presentazione ad oggi, un gioco che fa delle sue atmosfere anni ’80 il biglietto da visita principale. Giocare per la prima volta a GRIDD vuol dire essere investiti da un turbinio di coloro freddi, musica beat elettronica assordante ma coinvolgente e una sensazione di nostalgia che vi resterà attaccata per parecchie ore. Nei panni di un hacker, dovrete accedere ad un mainframe facendovi strada tra le difese informatiche, in una fantomatica corsa nel cyberspazio alla guida di una spartana navicella dalla forma di cursore. I richiami alla filmografia del genere cyberpunk sono evidentissimi, oltre a ovvi riferimenti ad altri titoli cinematografici e videoludici di quegli anni, nascosti tra le pieghe del cyberspazio o tra gli achivement del gioco. Impossibile quindi non abbozzare un sorriso davanti a palesi richiami al Tagliaerbe, a Wargames, a Alien, Predator e Ghost in the Shell, tutti titoli che in un modo o nell’altro hanno approfondito il concetto di hacking e cyberspazio o sono entrati a far parte dell’iconografia di quel decennio. C’è un appunto da imprimersi a fuoco nella mente: GRIDD: Retroenhanced è un titolo vecchia scuola, dove la trama esiste solo per introdurre l’ambientazione; l’unica cosa che conta è il punteggio; qui siamo di fronte ad un arcade concepito per essere il più classico possibile.

Mainframe access is forbidden

Nella prima delle due modalità disponibili, quella Arcade, affronterete proprio il processo di hacking, scontrandovi con decine e decine di nemici che vi verranno scagliati contro dal sistema e con tanto di bossfights, un paio di queste anche abbastanza ispirate. Vi sarà chiaro sin da subito che in GRIDD la velocità d’esecuzione sarà l’arma con la quale accumulerete il maggio punteggio possibile, visto che la frequenza di trappole lungo il percorso e il numero di nemici vi costringeranno a sviluppare i vostri riflessi. GRIDD: Retroenhanced è un titolo semplicissimo nelle meccaniche, dato che parliamo di un solo tasto per sparare e altri comandi adibiti al movimento, ma padroneggiarlo sarà tutta un’altra storia. La modalità Arcade stessa non è propriamente una passeggiata nel parco e nonostante abbia una breve durata (si finisce in circa una mezz’ora), necessiterete più di qualche tentativo di prima di portarla a termine. La difficoltà dell’avventura infatti è tarata verso l’alto e a circa metà percorso avrete un picco ancora maggiore, ma la curva di difficoltà è calcolata alla perfezione, dandovi il giusto tempo per elaborare le vostre intuizioni. Tuttavia non c’è perdono in GRIDD, conta solo la vostra abilità e la vostra coordinazione occhio mano, sacrificata sull’altare del punteggio al dio dell’arcade, senza troppi fronzoli. In un gioco del genere, soprattutto vista la durata esigua dell’Arcade, non ci si aspetta una grande varietà di situazioni, ed è proprio qui che GRIDD stupisce il giocatore, proponendo per tutta la durata della corsa nemici e trappole sempre nuove, di difficoltà ovviamente crescente, che vi manterranno concentrati fino al raggiungimento dell’ultima boss fight. Un pizzico di varietà in più è dato anche dall’introduzione di alcuni power up raccoglibili durante la vostra corsa, che andranno a ripristinare la salute, lo scudo o a potenziare le vostre armi. C’è anche la possibilità di ottenere vite extra tramite un accesso backdoor tramite un originalissimo sistema che siamo sicuri piacerà ai giocatori più navigati.

Multiplier Increased

Una volta finita la modalità Arcade, avremo accesso all’Endless Mode, il vero cuore di GRIDD. Qui si scoprirà la vera natura del gioco, dove non ci sarà una vera e propria fine, ma solo un percorso infinito pieno zeppo di ostacoli e nemici già incontrati nella modalità Arcade. E’ qui che si capisce che in realtà la prima modalità altro non è che un tutorial per la Endeless, visto che quest’ultima fin da subito vi scaglierà contro di tutto, generando il percorso in maniera completamente procedurale, costringendovi a giocare ad uno stadio di concentrazione avanzato. Man mano che procederete lungo la Endless, i vostri progressi verranno salvati, facendovi riprendere dallo stesso settore del Mainframe e cui siete arrivati, proponendovi ogni volta una sfida sempre più impegnativa e proiettando poi tutto sulle leaderbord online. Ed eccoci finalmente al vero motore del gioco, quello che fin dagli albori dei cabinati ha legato milioni di giovani a questa passione: la sfida. GRIDD è sfida pura, e il poter fissare i propri risultati su una bacheca visibile al mondo intero è qualcosa che anni prima ci saremmo solo sognati. La sensazione di essere bravo in qualcosa, misurabile attraverso il punteggio è incredibilmente soddisfacente, il competere per esso lo è ancora di più. Se per voi il videogioco è ancora ad oggi un concetto di sfida, dedizione ed impegno, allora accogliete GRIDD: Retroenhanced a braccia aperte.

Electrosynthmegawega

Anche dal punto di vista tecnico, GRIDD: Retroenhanced è la riprova che non servono i miliardi per stupire un videogiocatore, ma basta saper usare le giuste leve. I colori freddi e cromaticamente contrastanti scelti per il gioco sono azzeccatissimi e gli effetti sono ben calcolati e mai esagerati. I movimenti della navicella solo fluidi e responsivi ed è stata migliorata sensibilmente la gestione della telecamera, che ora segue il cursore protagonista in maniera più naturale e meno fastidiosa. Nonostante tutto però, permane la scomodità di giocare con la tastiera, soprattutto nell’endless mode che richiede una velocità d’esecuzione perfetta. Il nostro consiglio rimane quello di utilizzare il joypad (o se proprio volete avere un orgasmo da retrogaming, andate di arcade stick), decisamente più preciso. Quello che però da un valore aggiunto al titolo è senza dubbio la colonna sonora, un’eccellente beat synth elettronico che sembra uscito di peso dai favolosi anni ’80 e che vi rimarrà in testa per parecchio. Una colonna sonora superba che cattura e da ritmo a tutte le vostre partite, realizzando un perfetto connubio tra suono, immagine e giocabilità, che senza alcun dubbio dà a GRIDD la possibilità di elevarsi dalla massa.

PRO

  • Stile cyberpunk anni ’80 perfetto
  • Semplice da apprendere, difficile da padroneggiare
  • Longevità infinita
  • Impegnativo e soddisfacente
  • Leaderboard online

CONTRO

  • Controlli a tastiera scomodi
  • Da assuefazione

Versione testata: PC

Voto: 9

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