Recensione – Ittle Dew 2

Recensione – Ittle Dew 2

Quando ci capita di nominare la saga di “The Legend of Zelda”, creata dalla vulcanica mente di Shigeru Miyamoto, ci troviamo inevitabilmente d’accordo su una cosa: che li amiate o meno, i titoli di questa saga rappresentano una delle vette artisticamente più brillanti mai raggiunte dai videogiochi. Come ci si aspetterebbe da titoli cosi importanti, è più che normale che talvolta le software house minori tentino in qualche modo di intraprendere la stessa strada, proponendo qualcosa di simile: è il caso di questo Ittle Dew 2 che, come il recente “Oceanhorn” (recensito qui) si ispira molto a Zelda e non fa nulla per nasconderlo. Cloni malriusciti? Assolutamente no. Come vedremo, non siamo di fronte ad un semplice tentativo di copia, ma possiamo invece tranquillamente parlare di un riuscitissimo e apprezzabile omaggio ai mondi di Hyrule.

The Girl and the Pet

5Il primo capitolo di Ittle Dew, arrivato qualche anno fa, era riuscito ad essere una piacevole sorpresa nonostante fosse flagellato da diversi tipi di problemi tecnici, soprattutto nella sua versione Wiiu. In questo secondo episodio, arrivato anche su PC e console, vestiamo nuovamente i panni della frizzante coppia composta da Ittle, una ragazza amante dell’avventura, e Tippsie, un’acutissima mascotte volante. I due, di ritorno dalla loro ultima avventura, si ritroveranno a naufragare su un’isola abitata, ricca di luoghi da visitare e personaggi da incontrare. Lo scopo principale sarà dunque esplorare tutto l’ambiente circostante, sia nel chiuso dei dungeon che negli ambienti aperti, per poter ottenere abbastanza materiale da costruire una nuova zattera. Sebbene tale premessa 2narrativa sia estremamente basilare sulla carta, non credo di esagerare se dico che la caratterizzazione dei personaggi, la scrittura dei dialoghi e le situazioni di gioco sono davvero, ma davvero divertenti. I due personaggi sono brillanti e irriverenti, e nel corso di tutta la durata dell’avventura non mi è mai neanche saltato in mente di skippare un dialogo: ognuno di essi è ricco di humor e c’è sempre una battuta o un riferimento che riuscirà a strapparvi un sorriso. E questo è uno dei fattori che non devono assolutamente mancare in un gioco di questo genere, vista la necessità di spezzare le fasi esplorative con qualcosa di diverso. La cura per certi piccoli dettagli, poi, riesce a fare il resto: la vostra mania di distruggere tutti i vasi o le casse entrando in una casa, ad esempio, sbloccherà spesso dei dialoghi diversi per i personaggi all’interno, che potranno talvolta anche ringraziarvi per aver dato un aiuto nella pulizia. Insomma, si tratta di un ambiente di gioco davvero ricco di carisma e ben caratterizzato.

The Legend of Ittle

1Fortunatamente in generale anche il gameplay riesce ad essere all’altezza del contesto: la formula riprende moltissimi elementi presenti nel precedente capitolo, migliorandoli. La dinamica di gioco, cosi come la stessa visuale, ricalca in modo piuttosto marcato i capitoli originali di Zelda. Il segreto della validità di Ittle Dew 2 risiede soprattutto nel fatto che non tenta necessariamente di raggiungere il prodotto a cui si ispira: al contrario, ne ripropone la formula cercando di puntare soprattutto su quegli elementi dove può effettivamente fare bene. Tra questi, troviamo soprattutto gli enigmi di gioco e le fasi esplorative che caratterizzano i dungeon e le zone che esploreremo: esse sono ricche di passaggi segreti, chiavi, oggetti, e varie tipologie di nemici più o meno pericolosi. Oltre a quesiti classici, come la necessità di spostare dei blocchi nell’ordine giusto per aprirci un varco, troviamo molte altre chicche sbloccabili solo utilizzando l’intuito o leggendo tra le righe i suggerimenti sparsi in giro. Un esempio? Apriremo porte 3girando in senso antiorario intorno ad un albero, solo perchè uno dei personaggi ci ha detto che è da tanto che nessuno lo faceva. Insomma, i dialoghi stessi sono indispensabili per poter accedere a tutti i segreti. Qualora non riuscissimo a cogliere questi dettagli, comunque, la struttura di gioco riuscirà a darci sempre una via alternativa per raggiungere lo stesso scopo. Insomma, Ittle Dew 2 riesce a trovare il giusto equilibrio tra difficoltà e genialità, senza far cadere l’utente nella frustrazione. Lo stesso dicasi per la struttura che richiama molto l’open world “alla Dark Souls”, dal momento che visitare alcune zone (già aperte fin dall’inizio) senza essere adeguatamente equipaggiati ci porterà di certo a una morte rapida. Il rovescio della medaglia, però, vede un combat system piuttosto basilare, non solo per quanto riguarda gli attacchi dalla varietà piuttosto limitata del nostro personaggio, ma anche perchè i nemici non mostreranno pattern chissà quanto variegate e saranno quasi sempre prevedibili nei loro comportamenti. E sebbene questo valga anche per alcune boss fight,  questo non impedisce comunque al gioco di essere divertente e stimolante nel complesso.

Isole e foreste

imagePur non essendo un titolo particolarmente ambizioso, Ittle Dew 2 presenta uno stile grafico decisamente piacevole. La versione testata (Xbox One) dà fin dai primi secondi una grande sensazione di fluidità che, unita ai disegni ricchi di colori e allo stile cartoonesco, fa benissimo il suo dovere. Il tutto è aiutato da un lato artistico decisamente ispirato, dalla caratterizzazione dei personaggi fino ai dettagli degli ambienti, alcuni dei quali davvero splendidi. A questo aggiungiamo una colonna sonora davvero notevole, sempre piacevole da ascoltare, in grado di abbracciare perfettamente i toni scanzonati e leggeri che caratterizzano tutta la produzione. Il gioco è localizzato in italiano, con traduzioni che non hanno evidenziato problemi di rilievo se non nella resa di alcuni giochi di parole, mentre la longevità è tutto sommato buona, considerando tutti i segreti che il gioco mette a disposizione. Comunque, visto il prezzo di 19.99€, si tratta di un’offerta complessivamente accettabile e non c’è alcun motivo davvero grave per il quale non consigliare questo piccolo, ma accattivante titolo.

Pro

  • Dialoghi e personaggi davvero brillanti
  • Visivamente piacevole
  • Colonna sonora azzeccata
  • Ambientazioni ben disegnate, ricche di segreti e vie alternative
  • Gameplay leggero e divertente…

Contro

  • …ma talvolta troppo semplice
  • Il combat system non è molto approfondito
  • Nemici dalle pattern piuttosto prevedibili
  • Non lunghissimo

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Gabriele Cappuccio
Gabriele è uno degli adepti di Game Experience più antichi. Permaloso, combattivo e falsamente modesto, può reagire a una provocazione in 1200 modi diversi, soprattutto se riguardanti la sua passione smodata per Metal Gear e tutto ciò che è Nintendo.

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