Recensione | Mad Games Tycoon

Recensione | Mad Games Tycoon

Quanti giochi indie abbiamo provato durante la nostra egregia carriera da videogiocatori? Probabilmente tantissimi. Li abbiamo acclamati, commentati, criticati, talvolta senza immaginare minimamente quanto lavoro e quante difficoltà si possano celare dietro allo sviluppo di un videogame. Mad Games Tycoon ci invita a scoprirlo, mettendoci nei panni di uno sviluppatore agli esordi pronto a fondare la propria personale software house. Riusciremo a diventare un colosso mondiale oppure finiremo dimenticati tra la massa dei produttori mediocri?

Il Kojima che è in noi

20161111155727_1Molte delle aziende più forti sul mercato di oggi sono nate partendo da piccolissimi passi. Che sia stato nel garage di Jobs e Wozniak o nella scula privata di Bill Gates, ogni grande sogno ha avuto momenti di euforia e di pausa, di fallimento o di successo. In Mad Games Tycoon vestiremo i panni di un nostro alter ego virtuale che, partendo dalle briciole, tenterà di produrre un videogioco che riesca ad entrare nel cuore dei fan. Oltre all’ovvio controllo che avremo sullo sviluppo del nostro gioco perfetto, durante la nostra partita avremo accesso a moltissimi aspetti della vita del game designer: potremo gestire ogni aspetto della nostra nascitura azienda, partendo dall’edificio (di cui dovremo posizionare tutto, dal bagno alle scrivanie) fino alla gestione degli eventuali dipendenti e dei nostri rapporti con essi. Le numerosissime opzioni che caratterizzano il gameplay (di cui ci accenneremo nel paragrafo successivo) rendono Mad Games Tycoon un simulatore decisamente complesso, che mischia aspetti visti sia in giochi come The Sims sia in strategici dove è necessario decidere come spendere al meglio le risorse. Il tutto con una profondità sorprendente e uno stile particolare, a tratti spassoso ed autoironico (considerando che il gioco stesso è a sua volta un titolo indipendente).

Fate il vostro gioco

20161111155825_1Il gameplay di Mad Games Tycoon è decisamente complesso, profondo e ricco di sfaccettature. Avremo infatti accesso a una miriade di opzioni e di personalizzazioni, tanto che è praticamente impossibile tentare di elencarle o descriverle tutte. Volendo affidarci però a qualche esempio, ebbene potremo decidere come agire praticamente in ogni singolo aspetto dello sviluppo del gioco: come pubblicizzarlo, se puntare su un impatto grafico soddisfacente oppure sulla trama e sull’atmosfera, oppure se pubblicarlo in retail o in digitale. Insomma, sarà praticamente come trovarsi per la prima volta dall’altro lato della barricata: è infatti il concetto alla base del titolo a rendere tutto più interessante, dato che ci troveremo a vivere in prima persona vicende e dilemmi estremamente simili a ciò che leggiamo tutti i giorni sui nostri portali di informazione. La scelta dei colleghi, l’acquisto di nuovi hardware, la gestione delle risorse economiche, le lettere e le recensioni dei fan. Tutto questo si esprime in un gameplay che abbiamo già definito complesso e dal livello di sfida decisamente alto: sarà infatti possibile andare in bancarotta semplicemente sbagliando le proprie prime mosse. Tale complessità, però, ha come rovescio della medaglia una curva di apprendimento piuttosto ripida. La miriade di opzioni alle quali avremo accesso sono infatti piuttosto criptiche durante le prime battute, sarà quindi necessario approcciarsi al gioco in modo piuttosto attento e ragionato per riuscire a non rimanere con le mani in mano senza capire cosa fare e come farlo. Tutto ciò è dovuto principalmente alla mancanza di un tutorial davvero degno, in presenza del quale certamente le prime ore di gioco sarebbero potute scorrere con molti meno grattacapi. Ma se il gioco incontrerà i vostri gusti, tutte queste limitazioni non rappresenteranno un problema e il gameplay saprà certamente rapirvi una volta padroneggiato appieno. Starà solo a voi sviluppare un Goty o uno dei peggiori giochi della storia!

Grafica o atmosfera

20161111155745_1Sotto l’aspetto grafico e tecnico, Mad Games Tycoon si presenta con un aspetto semplice, a tratti quasi rozzo, ma comunque funzionale al suo scopo. Sono presenti diverse chicche, come gli screenshot dei giochi che stiamo sviluppando, realizzati in modo da contribuire alla riuscita generale. Peccato per il comparto animazioni, talvolta davvero poco piacevole da guardare (come nel caso in cui dobbiate letteralmente trascinare i dipendenti da una stanza all’altra), sebbene sia chiaro come un titolo del genere non abbia alcun bisogno di puntare su chissà quale artificio grafico. Lo stesso vale per il comparto sonoro, che fa il suo dovere in modo piuttosto ripetitivo e blando senza null’altro di particolare da segnalare. Fortunatamente, vista la complessità delle meccaniche, è da segnalare la localizzazione in italiano dei testi, dal momento che giocare a un titolo del genere non conoscendo la lingua potrebbe risultare proibitivo per alcuni. A livello di ottimizzazione, possiamo dire che il gioco riesce ad essere piuttosto leggero dato che, pur testandolo su una macchina tutt’altro che eccellente, non abbiamo riscontrato alcun problema particolare. La longevità dipende ovviamente da quanto il gioco riuscirà a prendervi: quando sarete entrati interamente nelle meccaniche potreste decidere di rivivere la vostra carriera da game designer anche più di una volta.

Pro

  • Complesso e stratificato
  • Buon livello di sfida
  • Un’idea piuttosto unica
  • Autoironico e concettualmente divertente

Contro

  • La complessità delle meccaniche meritava un tutorial migliore
  • Graficamente poco ambizioso
  • Animazioni da rivedere
  • Sonoro piuttosto blando