Recensione | Masquerada: Songs and Shadows

Recensione | Masquerada: Songs and Shadows

Kickstarter sta facendo la fortuna di moltissimi autori emergenti e al tempo stesso, di tanti altri giocatori. Al costo irrisorio di una cifra minima e di molta più fiducia e speranza, si possono portare a casa titoli del calibro di Divinity Original Sin 2, o perché no, piccole perle interessanti come Masquerada: Songs and Shadows, sviluppato da Witching Hour Studio di cui andremo a parlare oggi, un titolo gdr strategico a turni, che racconta una storia di magia e intrighi in un eccezionale setting fantasy.

Di Maschere e potere

Masquerada: Songs and Shadows narra la storia di Cicero Gavar, ispettore della Citta delle Ombre che torna dopo un esilio di cinque anni a causa di una rivolta iniziata da suo fratello. Cicero verrà richiamato in città per indagare sulla scomparsa di un noto scienziato, Razitof, che lo porterà a scoprire intrighi e segreti del mondo di Masquerada, in compagnia di altri quattro protagonisti. L’incipit investigativo dà il via ad una serie di vicende anche abbastanza complesse che vi porteranno in lungo e in largo del mondo di gioco, facendovi scoprire anche grazie ad un ampio codex tutto quello che c’è da sapere sull’opera messa in piedi da Witching Hour Studio. Per cercare di riassumere, il mondo di Masquerada è un universo fantasy che prende fortissima ispirazione dal carnevale veneziano di fine 700, con l’uso ostante di latinismi ed italianismi e palesi riferimenti architettonici lungo tutti i livelli. Quello che però è più evidente è l’uso delle Maschere, qui fonte di grande potere magico e che rendono i loro possessori ben al di sopra di chi invece ne è sprovvisto. Una trovata decisamente originale e crea un nuovo universo incredibile, che abbiamo apprezzato in ogni sua sfaccettatura e complessità, segno dell’ottimo impegno degli sviluppatori. In tutto l’avventura di Cicero vi terrà impegnati per una quindicina di ore, con tantissimi dialoghi possibilità di approfondimento, ed anche la possibilità di rigiocare il titolo una volta finito, con boss fights opzionali ad attendervi.

Zorro chi?

Il gameplay di Masquerada: Songs and Shadows è abbastanza classica all’apparenza, ma nasconde una preponderante component strategica dovuta soprattutto al posizionamento dei membri del party. Ogni personaggio avrà a disposizione quattro poteri attivi, selezionabili da una rosa ben più ampia, con i quali potrà infliggere danno ai nemici ad area, visto che l’80% delle skill ha un’area d’effetto. A seconda dell’elemento scelto (aria, acqua, terra o fuoco) avremo degli effetti diversi e si applicheranno tag combo in grado di garantire attacchi più potenti, rendendo di fatto il tutto molto più strategico. Gli attacchi base sono portati in automatico dal personaggio, ma bisogna sempre indirizzarlo verso il nemico più vicino, tenendolo sempre a contatto. Nulla di particolarmente complesso, se non fosse che molto spesso le battaglie sono confusionarie e molto veloci, e non sempre è semplice fare la cosa giusta al momento giusto. In vostro aiuto può arrivare la pausa tattica e i selettori di comportamento degli alleati, ma si tratta di mere aggiunte, gradite per carità soprattutto quella del comportamento, che possono essere tranquillamente ignorate. I combattimenti infatti non sono eccessivamente complessi, e ci è sembrato che il focus dell’avventura sia principalmente sulla narrazione, con il risultato di passare quasi indenni attraverso tutti gli scontri, senza sforzarsi troppo. Comunque sia, il sistema di combattimento regala sempre delle soddisfazioni, soprattutto se deciderete di impiegare tutte le skill a disposizione dei vari personaggi. A proposito di quest’ultime, ognuno dei tre personaggi del party potrà avere simultaneamente quattro abilità attive più una speciale stabilita dalla maschera che si indossa, tutte selezionabili da una rosa di poteri sbloccabili tramite l’aumento di livello del personaggio. Questa abilità sono abbastanza variegate e si differenziano per tipo di elemento, ma alla fine dei conti abbiamo a che fare con skill attive che fanno quasi tutte lo stesso effetto, e non vi è necessità per il giocatore di cambiarle durante gli scontri, se non per pura curiosità. Una volta acquisite le quattro skill che riterrete fondamentali per il vostro personaggio, è veramente difficile che cambierete set, rendendo di fatto inutile una varietà simile.

Caricamenti barocchi

Anche a livello di contenuti, Masquerada: Songs and Shadows è abbastanza povero, rendendo il gioco una sequenza lineare di combattimenti, susseguiti da dialoghi e dalla ricerca di nuove voci del codex o di maschere che modificano la vostra abilità finale. Le modifiche ai vostri personaggi saranno impossibili, dato che l’unico tipo di equipaggiamento selezionabile, oltre alle maschere, saranno una serie di reagenti e inchiostri che mischiati insieme forniranno dei bonus passivi al danno ad altre statistiche, ma oltre questo, nulla più. Avremmo effettivamente preferito vedere una profondità di personalizzazione maggiore, vista soprattutto l’altissima qualità del setting proposto, che si presta benissimo ad ulteriori approfondimenti.

Per il comparto tecnico, nulla da eccepire sul versante dei modelli e delle animazioni, davvero eccellenti nel loro stile in cell shading (tranne qualche sporadico calo di frame rate), così come è eccellente il lavoro di doppiaggio in inglese svolto dagli attori scelti. Il difetto più grande ed invasivo di Masquerada: Songs and Shadows è però da ricercare nei caricamenti, in quegli odiosi micro caricamenti che spezzano terribilmente il gioco: ogni area dell’avventura, per quanto grande o piccola che sia, verrà introdotta da un micro caricamento della durata di neanche quattro secondi, ma il loro numero durante il gioco è esorbitante; parliamo di caricamenti anche per aree microscopiche con una linea di dialogo, che spezzano drammaticamente il ritmo dell’azione, risultando oltremodo fastidiose. La fluidità di gioco ne risente parecchio, soprattutto perché molte delle zone, soprattutto nella prima metà di gioco sono sempre le stesse ed il titolo parte di per sé già parecchio lento, quindi l’aggiunta di questi onnipresenti caricamenti rende il tutto ancora più fastidioso.

PRO:

  • Ottima ambientazione fantasy con ispirazione veneziana
  • Storia godibile
  • Doppiaggio eccellente
  • Combat system ben strutturato…

CONTRO:

  • …ma non sfruttato a dovere
  • Caricamenti fastidiosi ed invasivi
  • Pochi contenuti

Versione testata: Playstation 4

Voto: 7

 

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Renato Passalacqua
Apparso nella redazione di Game-eXperience come Terminator e con un' unica missione, ovvero la recensione perfetta. É come una macchina inarrestabile, non teme nessun gioco. Qualsiasi sia la piattaforma, da quella Next Gen alla Retró, lui é sempre li pronto come un giudice di X-Factor per dare la sua ardua sentenza. È talmente immerso nel suo lavoro che potrebbe dare un voto anche alla vostra prestazione sessuale.