Recensione | Nidhogg 2

Recensione | Nidhogg 2

La celebre regola cinematografica del “il secondo episodio è peggio del primo” spesso non si applica ai videogiochi. E’ cosa nota infatti che molte saghe videoludiche abbiano sfornato veri capolavori dopo il primo capitolo, oppure (come nel caso di Watch Dogs) la seconda incarnazione si sia rivelata un “salvagente” riportando in alto una serie iniziata decisamente male. Nidhogg, creato con Game Maker ed approdato circa 3 anni fa su Steam ad opera di Messhof Games e Code Mystics, si distingueva per lo stile grafico decisamente minimal e per un gameplay frenetico ma al tempo stesso molto preciso ed equilibrato. Dopo l’ottimo ed unanime consenso ottenuto da critica e pubblico, Nidhogg si trasforma radicalmente soprattutto a livello grafico ed torna alla ribalda per offrire un’esperienza più scanzonata e caotica che mai. Riuscirà Nidhogg 2 a seguire le orme lasciate dall’illustre predecessore?

SCHERMA MOSTRUOSA

Nessun particolare incipit di trama per Nidhogg 2, semplice selezione del personaggio e via a massacrarsi senza pietà. Di fatto il gioco si presenta esattamente come il primo capitolo a livello di immediatezza: il personaggio selezionato viene lanciato in un’arena composta da varie sezioni a scorrimento orizzontale, e dovrà combattere strenuamente contro un avversario dalle resurrezioni infinite per riuscire ad arrivare in fondo. Anche il nostro personaggio dispone di vite infinite, ma la sconfitta arriverà inesorabile se il nostro nemico dovesse riuscire ad arrivare al traguardo prima di noi. Tutto si gioca sul tempo di respawn, di alcuni secondi, che permette all’uccisore di muovere alcuni passi rapidi verso l’obiettivo. Di fatto il gameplay basilare di Nidhogg 2 è tutto qui: un gioco dalle meccaniche essenziali e di immediata fruibilità, reso più vario da alcune mosse particolari che permettono ai giocatori esperti di rendere ogni scontro molto più complesso.

Nidhogg 2 punta sia a chi vuol fare semplice “caciara” sia a chi preferisce comprendere tutte le sfumature nascoste dietro alle apparentemente basilari meccaniche di gioco per affrontare veri campioni in modo agonistico. Nonostante il single player sia un’ottima palestra per affinare le proprie tecniche, il multiplayer era e rimane l’anima del gioco. Il problema principale che affligge Nidhogg 2 è stranamente dovuto a ciò che dovrebbe rappresentare la principale innovazione introdotta: le nuove armi. Ciò che rendeva Nidhogg straordinariamente equilibrato era l’assenza di specifiche varianti: tutto nel gioco era governato dall’abilità nuda e cruda del giocatore che doveva sfruttare al meglio ciò che aveva a disposizione per vincere. Le armi aggiuntive si rivelano più “armi a doppio taglio” in senso lato che sfregiano il gameplay rendendolo meno efficace rispetto a quello del predecessore.

FLUIDI CORPOREI

Nidhogg 2 è quindi un titolo orrendamente bilanciato dove vince sempre e solo chi usa le armi più sbilanciate? No, non del tutto almeno. Il feeling del primo capitolo è in gran parte intatto, presentando sfide al cardiopalma divertenti ed efficaci sul piano del puro gameplay. Oltre alle armi extra, la più corposa e visibile modifica rispetto al primo episodio è sul comparto grafico. Se Nidhogg sembrava un gioco perfettamente inseribile della lista dei titoli per Amiga o Commodore 64, Nidhogg 2 ci fa fare un salto avanti di una quindicina d’anni fino ad approdare all’epoca delle console 16-bit. Uno stile grafico che non avrebbe sfigurato su Super Nintendo/Sega Mega Drive ma con aggiunte di effetti impossibili per l’epoca e qualche chicca a livello concettuale. Il mondo di gioco sembra una via di mezzo tra castelli/sotterranei ed interni organici di qualche strana creatura: i personaggi uccisi grondano sangue e viscere, mentre i livelli sono costellati di carne e strane viscide presenze organiche.

Un’evoluzione decisamente inaspettata per una serie caratterizzata inizialmente da uno stile grafico composto da una manciata di pixel: tutto sommato il cambiamento funziona, anche se non al 100%. Alcune persone potrebbero apprezzare la follia che traspare dal nuovo comparto grafico, altre persone potrebbero invece preferire l’originale impostazione che lasciava parlare esclusivamente il gameplay. Comparto sonoro piacevole seppur non eccelso: fa bene il suo lavoro senza lasciare un segno particolare, ma supporta adeguatamente il gameplay pur non creando nulla di particolarmente “magico”. In definitiva Nidhogg 2 è un titolo di certo ben confezionato, ma purtroppo non raggiunge mai i livelli del suo illustre predecessore: un gioco “semplicemente” buono, ma che pecca in quanto a bilanciamento e stile. Uno dei più chiari casi in cui “di più” non fa rima con “migliore”.

PRO:

  • Gameplay immediato, ad alto tasso di adrenalina e rigiocabilità
  • Stile grafico assai particolare…

CONTRO:

  • …che alcuni potrebbero facilmente detestare
  • Meccaniche troppo piatte, equilibrio di gioco minato dalle aggiunte del secondo capitolo

Versione testata: PC

Voto: 7

Commenti

commenti

Simone Granata
Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare alcuni minuti della giornata e basta? OBIEZIONE!