Recensione | Razer Raiju

Recensione | Razer Raiju

Il propagarsi della scena e-sport ha comportato un aumento dei requisiti richiesti per trionfare al suo interno, al punto tale da andare oltre la semplice bravura del giocatore e coinvolgendo anche gli strumenti utilizzati per competere. Al pari di un’attrezzatura sportiva, ora anche pad, stick, mouse e tastiere vantano proposte di alto livello per garantire prestazioni superiori. Il joypad Raiju di Razer punta ad essere l’eccellenza per chiunque giochi al genere FPS su Playstation 4.

Ergonomia e caratteristiche

razer raijuIniziamo dall’aspetto fondamentale: l’impugnabilità. Il Raiju è progettato per risultare comodo da utilizzare anche lungo sessioni della durata di ore, grazie alle sue forme ergonomiche e alla presenza di rivestimenti gommati che aumentano la stabilità della presa su punti particolarmente delicati. In particolare entrambi gli analogici hanno una copertura molto solida e più resistente rispetto a quella del Dual Shock 4 modello base.
Il dettaglio più interessante però è la presenza di quattro tasti aggiuntivi: due situati accanto ai dorsali e due sulla schiena. La scelta di inserirli in questa posizione è stata presa per offrire delle alternative a chi ha sempre avuto qualche difficoltà con l’interazione e il passaggio tra grilletti e dorsali, favorendo uno scambio più rapido tra pulsanti e permetterne il raggiungimento in modi diversi rispetto quelli classici. I due grilletti situati sul retro, dopo un iniziale spaesamento, sono risultati molto comodi e funzionali per esercitare una rapida pressione senza alterare l’impugnatura. Chi invece preferisca non utilizzarli temendo di premerli accidentalmente può disattivarli oppure usare il cacciavite in dotazione per svitare e rimuoverli e reinserirli a piacimento. E’ possibile riconfigurare e mappare questi pulsanti e personalizzare l’assetto base.
Nella parte bassa frontale invece sono presenti pulsanti di controllo aggiuntivi per regolare il volume delle cuffie, gestire i profili di gioco e altro ancora.

Connettività


razer raiju joypad (2)Il Raiju è cablato e nonostante la scelta possa sembrare inconsueta ai più, in realtà non può che essere l’unica soluzione accettabile per chi punti alla massima precisione competitiva
. I sistemi basati su onde wireless sono soggetti a fluttuazioni che, in termini di gioco, possono significa input lag, ovvero latenza di segnale. L’input lag, brevemente, è il ritardo con cui viene processata l’azione tra quando si preme il pulsante e quando questa viene effettuata nel gioco. Nonostante il più delle volte ciò sia calcolabile in un lasso inferiore al secondo, da molti giocatori professionisti è ritenuto spesso significativo, specialmente quando si parla di titoli che richiedono un tempismo molto rigido come quelli di combattimento o gli FPS.
Di conseguenza è perfettamente sensata la scelta di rendere il Raiju un pad cablato, dato che si pone come periferica per un uso specifico per partite competitive molto serrate e non ad un gioco svagato mentre si è sdraiati sul divano. In virtù del costo forse sarebbe stato apprezzabile l’inserimento anche dell’opzione wireless, ma è bene ribadire che questo joypad punta a fare una determinata cosa e a quella ci si dedica al massimo.
La priorità del giocatore torneistico è un dispositivo che garantisca un’affidabilità granitica, di conseguenza il dover accendere la console premendo il pulsante centrale o avere un sottile cavo sembra esagerato considerarli anche solo dei fastidi, specie visto che intere generazioni per più di vent’anni sono passate da questa formula in modo indolore.

TEST 1 : gli sparatutto

razerRaiju è rivolto in primis all’utenza di questa categoria. La notevole sensibilità dei grilletti denota come sia importante garantire una partenza rapida nell’input del fuoco ed evitare ritardi dovuti ad una eventuale pressione scomoda. In questo aspetto la risposta è straordinaria e la qualità degli switch Hyperesponse dietro i pulsanti si fa sentire tutta. Il test effettuato ha coinvolto titoli svariati, spaziando da sparatutto dal ritmo più calmo sino a quelli più adrenalinici. Se in un Battlefield 4 e Call of Duty Modern Warfare Remastered la solidità del Raiju si è confermata tale, la vera soddisfazione però è arrivata nelle sequenze frenetiche di Infinite Warfare e Titanfall 2. In questi ultimi due casi il pad di Razer non ha perso un colpo a prescindere dalla velocità e dalla complessità della sequenza in cui si è coinvolti. Alternare salti, corse sul muro, repentine rotazioni di visuale e passaggi in zoom può avvenire a qualsiasi ritmo ma poco cambia: Raiju si rivela sempre preciso come un bisturi e adeguato al contesto, lasciando spazio al giocatore più esperto per provare le manovre più complicate senza rischio di trovarsi frenato dal joypad.
Anche Uncharted 4 ha risposto molto bene durante la prova: viste le ampie possibilità di azioni complesse intersecando salti, sparo e corsa nell’arco di pochissimi secondi, il titolo di Naughty Dog è un tps online che permette giocate molto orientate alla skill. Anche qui, di conseguenza, era necessaria una risposta precisa e sinergica che Raiju non ha fatto mancare.

TEST 2 : i picchiaduro e i giochi di guida
razer raiju joypad (1)La croce direzionale purtroppo è costruita in modo tale da rendere complicata l’esecuzione delle diagonali. I quattro pulsanti sono separati per evitare pressioni involontarie e anche questa soluzione è per favorire una maniacale efficienza negli FPS. Ciò però complica l’esecuzione di mosse complesse nei giochi di combattimento, specialmente quelli bidimensionali, che richiedono input precisissimi in sequenza per l’esecuzione delle supermosse.
A sorpresa però l’analogico ha ribaltato un pò quello che è il canone del Dual Shock 4 base: nel pad in dotazione alla console la croce direzionale è di buona qualità mentre la levetta non è il riferimento principale per i picchiaduro. Qui invece avviene il contrario e l’analogico si rivela molto preciso e più responsivo del previsto anche nell’effettuare cancel tra mosse normali, special e super. Rimane comunque una scelta di ripiego, che consente un’esperienza valida per giocare bene svagandosi in partite amichevoli, ma non paragonabile ai risultati ottenibili con un arcade stick.
I titoli usati nel campo picchiaduro sono King of Fighters 14, Blaz Blue Central Fiction e Dead or Alive 5 Last Round.
Discorso simile per i giochi di guida (DriveClub in questo caso): pur non registrando prestazioni negative il risultato è considerabile come un ripiego, ma che non può candidarsi come alternativa ad una periferica dedicata come un volante.

TEST 3 : i titoli generici

razer raiju joypad 3Per molti multipiattaforma Raiju si dimostra un buon sostituto del Dual Shock 4. Bloodborne, The Witcher 3, Assassin’s Creed, ma anche titoli indie o arcade possono essere godibili dopo aver preso confidenza con l’elevata sensibilità dell’analogico. Tuttavia bisogna segnalare l’assenza del sensore sixaxis che viene sovente sfruttato da esclusive Playstation 4 come The Last of Us Remastered, Infamous Second Son, Tearaway Unfolded o Flower. Titoli come questi sfruttano l’oscillometro presente nel pad normale e la sua assenza potrebbe causare dei problemi nell’utilizzare i first party. Questa forse è l’unica vera mancanza grossa e potrebbe scoraggiare molti utenti intenzionati ad utilizzarlo come joypad di base. Così invece bisogna sempre accertarsi prima di avviare un gioco in esclusiva e tenere il DS4 base a portata di mano.
Raiju è compatibile anche con il PC grazie ai driver appositi e viene presentato in una confezione che contiene anche una custodia da viaggio per proteggerlo dagli urti, un cacciavite, e degli adesivi. Il prezzo di vendita è di 169 euro.

Pro

  • il joypad migliore per un approccio torneistico e competitivo agli sparatutto
  • la connessione via cavo garantisce alta precisione per contrastare l’input lag
  • discreti risultati con i picchiaduro grazie ad un analogico versatile e adatto anche a giochi generici

Contro

  • l’assenza dell’oscillometro Sixaxis lo rende inadatto per giocare alcuni titoli first party di PS4

Vi proponiamo inoltre l’intervista esclusiva al co-fondatore e AD di Razer, Min-Liang Tan, che potete trovare a questo link: Intervista

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