Recensione | Shrouded in Sanity

Recensione | Shrouded in Sanity

Durante il corso degli ultimi anni, il mercato videoludico ha assistito alla rapida ascesa in termini di vendite e di popolarità per la serie Dark Souls: i titoli targati From Software sono emersi dagli abissi ed hanno conquistato una larga fetta di utenza grazie alle ambientazioni oscure ed al gameplay incentrato su un livello di difficoltà decisamente superiore alla media odierna. Molti appassionati della saga, con le mani in pasta nel developing, hanno tentato in più occasioni di creare giochi simili dando il via alla categoria chiamata “Souls-like”. Lo sviluppatore indipendente Steve Gal ha deciso di seguire le orme della serie, mescolando il gameplay hardcore con le ambientazioni in salsa vittoriana più tipiche di Bloodborne, altro titolo targato From Software ed esclusiva Playstation 4. Creare un gioco funzionale e caratterizzato da un alto livello di difficoltà è una sfida non da poco: riuscirà Shrouded in Sanity a non “morire” nel tentativo?

OSCURITA’ AVVOLGENTE

20170104171530_1Gli eventi narrati in Shrouded in Sanity hanno luogo in un passato alternativo: l’anno è il 1897 e l’Impero Angelico di Britannia (Code Geass, sei tu? ndr) deve confrontarsi con un problema abbastanza strano. La magione Berelai è stata invasa da una strana nebbia innaturale ed il protagonista Veimar viene reclutato per indagare sugli eventi in corso. Il nostro silenzioso eroe raggiungerà il luogo infausto armato di “bastone animato”, ovvero una lama dritta che ricorda una katana facilmente nascondibile in un bastone da passeggio molto in voga nel diciannovesimo secolo tra i nobili. La missione è accedere alla magione, indagare sugli eventi e soprattutto tentare di non farsi squartare dai numerosi domestici impazziti a causa della nebbia che consuma la sanità mentale di chi ne respira i malefici miasmi.

Shrouded in Sanity si ispira, a detta stessa dello sviluppatore, a classici videoludici dell’orrore come appunto Dark Souls, Resident Evil ed Eternal Darkness. L’ambientazione rappresenta sicuramente la punta di diamante del titolo e, grazie ad una pixel art di gran qualità, riesce ad immergere il giocatore in un mondo oscuro permeato di malvagità. Come spesso accade in giochi di questo genere, l’accompagnamento musicale è ridotto al minimo in favore di suoni ambientali che certamente fanno molta più “atmosfera” ed aiutano il giocatore a concentrarsi. Lo stile grafico retrò è certamente ben realizzato e conferisce al titolo un notevole valore artistico e tecnico, considerate anche le ottime animazioni ed effetti aggiuntivi che ben si adattano alla visuale obliqua dall’alto. Terminato il discorso tecnico e di setting però, Shrouded in Sanity mostra fin dai primi istanti di gioco una notevole difficoltà: considerato il livello medio odierno di impegno necessario a padroneggiare un gioco, trovare un prodotto che punta sull’alta difficoltà potrebbe sembrare un pregio inizialmente ma presto si avrà a che fare con il principale difetto di questo gioco. Shrouded in Sanity presenta un sistema di combattimento basato sui riflessi, sulle parate/schivate e sugli attacchi inflitti nel giusto momento dopo aver osservato ed appreso a dovere i “pattern d’attacco” dei nemici. Un combat system molto simile a quanto visto nella serie Souls, ma spesso il confine tra alta difficoltà e frustrazione è assai sottile e non basta creare un gioco estremamente difficile per consegnare un titolo di qualità.

NON UN PASSO AVANTI

20170104171551_1Veimar possiede, oltre alla già citata lama, anche una pistola di grosso calibro molto potente che si rivela utile per indebolire i nemici a distanza: i colpi sono limitati e comunque l’arma è utile solo in parte poichè quasi tutti i nemici ci si lanceranno addosso a gran velocità ingaggiandoci in terribili lotte all’arma bianca. Il problema con il quale la stragrande maggioranza dei giocatori si scontrerà già al primo minuto di gioco effettivo sarà una morte rapida ed inaspettata, considerato che una serie completa di colpi ricevuti anche dai nemici iniziali basterà ad ucciderci. Il gameplay generale è davvero simile a quello dei Souls: HP rigenerabili tramite un’iniezione ad usi limitati che si ricaricherà ai checkpoint in stile Fiaschetta Estus, combattimenti sfiancanti, Stamina da tenere in considerazione per poter bloccare gli attacchi con il comando parata. Il problema è che il livello di difficoltà raggiunge picchi assolutamente assurdi, con nemici letali e morte che sopraggiunge per i più disparati motivi grazie anche a trappole semi-invisibili nascoste ovunque. Come si diceva poco fa, il confine tra alta difficoltà e frustrazione è sottile e Shrouded in Sanity supera ampiamente questo confine consegnando un titolo che diventa davvero difficile da apprezzare già dopo pochi minuti. Molti giocatori “hardcore” potrebbero sentirsi invitati a provare quest’esperienza ma un gioco così ingiustamente punitivo che spesso condanna alla morte senza un valido motivo o grezze distrazioni può risultare facilmente detestabile.

In aggiunta ai citati difetti di gameplay va anche ad aggiungersi un level design assai confusionario, frutto di ingenuità di sviluppo che potrebbero essere evitate con un minimo di impegno: la magione da esplorare ad esempio è grande e scarsamente illuminata, e per qualche oscuro motivo entrare in una porta posta nella zona alta della stanza ci farà sbucare in un corridoio sulla sinistra dello schermo piuttosto che dal basso come sarebbe logico pensare. E’ assolutamente consigliato utilizzare un joypad USB per giocare a Shrouded in Sanity, non tanto per migliorare l’esperienza in generale quanto per avere almeno una minima possibilità di progredire nel gioco senza ritrovarsi a ripetere 100 volte la stessa sezione. Un titolo con un concept ed un’ambientazione ispirati, sebbene “presi di peso” dai prodotti From Software, che viene in gran parte sprecato da un gameplay ingiustamente punitivo e da un level design poco attento alla sostanza. L’abilità dello sviluppatore si riesce a notare, e potrebbe emergere assai meglio in un futuro prodotto…magari sempre dello stesso genere e con i difetti identificati e corretti.

PRO:

  • Tecnicamente ben realizzato
  • Ambientazione ricca di fascino

CONTRO:

  • Livello di difficoltà assolutamente squilibrato
  • Gameplay frustrante
  • Level design confusionario

VERSIONE PROVATA: PC

VOTO: 6

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