Recensione | Tank Warfare: Tunisia 1943

Recensione | Tank Warfare: Tunisia 1943

Nella mia vita da giocatore, di strategici ne ho giocati a centinaia. Ognuno, bene o male, aveva i suoi punti di forza e di debolezza, una serie di caratteristiche che lo facevano spiccare tra gli altri titoli simili e affermarsi per un motivo o per un altro. Conscio di questa mia esperienza, pensavo che nulla più potesse sorprendermi, fino a quando non mi sono approcciato a Tank Warfare: Tunisia 1943 dello studio ucraino Graviteam, già autori di svariati simulatori bellici, dove il realismo la faceva da padrone. Quest’ultimo titolo non è ovviamente da meno, andando a regalarci un gioco talmente complesso e realistico da lasciarci, almeno per le prime ore, talmente interdetti da non sapere cosa stesse effettivamente succedendo.

La volpe del deserto

Tank Warfare: Tunisia 1943 è un titolo strategico che vi metterà nei panni di un generale della seconda guerra mondiale, impegnato nella battaglia di Sidi Bouzid in Tunisia e potrete prendere le parti di entrambi gli schieramenti, in due campagne singole che vanno a formare la parte principale del gioco. E qui finisce la parte semplice e facilmente comprensibile del gioco, visto che siamo davanti ad un simulatore bellico incredibilmente complesso, assolutamente non adatto ai novizi del genere e che potrebbe impensierire anche i veterani. Il titoli di Graviteam vi metterà sì al comando di un’armata composta non solo da mezzi pesanti, come il titolo vuole dimostrare, ma dall’intera gamma di unità che gli eserciti degli Alleati o dell’Asse potevano schierare all’epoca, il tutto però da dirigere con una serie enorme di comandi, ordini, sotto ordini e supporti che vi lascerà completamente spaesati. I pulsanti a schermo sono tantissimi, quasi estranianti per il loro numero e assolutamente non intuitivi, cosa che potrebbe però essere mitigata dal tutorial, primo strumento di aiuto da utilizzare in casi del genere. Peccato però che proprio qui ci sia la pecca più grande di Tank Warfare: Tunisia 1943, ovvero un tutorial assolutamente non user friendly. Nonostante questo riesca a coprire tutte le aree dello smisurato titolo, i suoi suggerimenti appaiono scritti in maniera anonima, completamente in inglese e senza la possibilità di fissarli o mantenerli il tempo necessario per assimilarli. Basta infatti distrarsi qualche secondo, o spendere qualche attimo in più per capire cosa fare, che il tutorial sarà andato avanti, lasciandovi magari senza un passo fondamentale per potervi godere appieno il gioco. E non stiamo parlando dei classici comandi da RTS, con punta, clicca, selezione e movimento: qui siamo davanti a decine e decine di variazioni, comandi, ordini e tipologie d’attacco, tutte influenzabili dal terreno, dal tempo atmosferico e dalla tipologia d’unità. Affrontare una mole di informazione del genere è senza ombra di dubbio impegnativo, non di certo adatto al pubblico generalista o chi vuole introdursi al genere strategico, quindi questo restringe di molto il campo d’applicazione per Tank Warfare: Tunisia 1943. Le prime ore saranno confusionarie e la voglia di andare avanti andrà progressivamente assottigliandosi, per se riuscirete a resistere, vi ritroverete trasportati nel cuore del conflitto, con delle nozioni di strategia e tattica da far invidia a Rommel stesso.

Una nicchia nella nicchia

L’azione di Tank Warfare: Tunisia 1943 si compone di due macro componenti volte alla gestione delle truppe a turni e all’azione in tempo reale delle battaglie, similmente a quanto avviene nella serie Total War. I paragoni con i titoli di Creative Assembly finiscono qui, dato che è assente qualsiasi componente gestionale e tutta l’azione sarà concentrata sul movimento delle truppe. La mappa tattica è divisa in varie sezioni, ognuna con proprie caratteristiche, e dovrete riconoscerle tutte per muovere alla perfezione il vostro esercito. Proprio in questa fase la vostra abilità strategica emergerà in tutto il suo splendore, visto che il gioco dei Graviteam ad oggi è il titolo più complesso e simulativo di strategia reale che abbiamo potuto provare. Lo spostamento delle truppe, unica componente a turni, sarà la base per iniziare le vostre battaglie, dovendo garantire ai vostri soldati dei rifermenti costanti, supporti radio, aerei e corazzati, oltre a dover prestare attenzione alle mosse nemiche, sempre in cerca di facili accerchiamenti e contromosse letali. Il tutto condito da una serie di parametri per ogni unità da tenere sempre d’occhio, come il morale, le munizioni, il carburante e i ponti radio, che vanno aggiungere complessità al titolo. Questa mole infinita di contenuti però è sempre inficiata dalla poca chiarezza con la quale viene presentata: i tasti sono sempre anonimi, i pulsanti e gli indicatori devono essere imparati e a memoria e appuntati su un foglio a parte, pena la dimenticanza di qualche valore fondamentale.

L’arte della guerra

Una volta posizionate le vostre truppe, si passerà all’azione, dove appunto gli scontri diverranno in tempo reale e le cose si complicheranno ancora di più. Partiamo dal primo aspetto che proprio non abbiamo digerito: l’impossibilità di evitare le scaramucce. In Tank Warfare: Tunisia 1943, non importa quanto piccole o insignificanti siano le vostre battaglie, dovrete combatterle in tempo reale, con un riscontro negativo sul ritmo delle vostre partite. Dopo ore di partite, rallentare ancora una volta la propria strategia per dover combattere una battaglia inutile tra un plotone di fanteria e 50 mezzi corazzati risulta oltremodo fastidiosi. Un semplice pulsante di skip avrebbe di certo favorito il ritmo, magari focalizzandosi sulle battaglie realmente importanti. Tralasciando questo piccolo grande difetto, le battaglie in tempo reale sono ancora più complesse della movimentazione truppe. Ogni unità avrà le proprie statistiche che vengono influenzate da decine di fattori, come la fatica, le condizioni atmosferiche, l’ora del giorno e il morale. Anche il semplice movimento sulla mappa è gestito tramite una serie di comandi complessi che vengono impartiti a priori ed eseguiti in sequenza. A loro volta, questi ordini hanno tutta una classe di sottocategorie che possono variare a seconda delle situazioni e gestirli tutti sarà una vera imprese. Oltre al movimento, anche il fuoco e il combattimento è gestito da tutta una serie di elementi di micro gestione che possono davvero fare la gioia dei feticisti del controllo, ma fortunatamente possono essere ceduti all’IA in modo da concentrarsi su altro. Scordatevi inoltre meccaniche tipiche degli RTS, come le manovre da rush o cheese di qualsiasi genere; qui tutto viene gestito in maniera ragionata e lenta, soprattutto per quanto riguarda i mezzi corazzati, dando quella sensazione prepotente di realismo che molto spesso manca negli altri RTS. E’ un approccio decisamente riuscito, soprattutto apprezzabile da chi fa della simulazione la propria passione.

Come era facile da intuire, Tank Warfare: Tunisia 1943 pone un’enfasi particolare sui mezzi corazzati, sia dal punto di vista delle unità, sia ovviamente da quello della realizzazione tecnica. I carri armati e mezzi pesanti sono infatti ricostruiti con precisone maniacale, con tanto di scheda tecnica per ogni mezzo che ne riproduce fedelmente le caratteristiche. Anche graficamente queste sono le unità più rifinite del gioco, e forse dovremmo dire le uniche. Gli altri modelli infatti sono realizzati in maniera approssimativa, soprattutto la fanteria, mentre il terreno di gioco è quasi sempre caratterizzato da elementi prevalentemente sabbiosi tutti uguali a se stessi, a causa della particolare morfologia del territorio Tunisino. Anche l’ottimizzazione lascia parecchio a desiderare, cosa che ha inciso non poco sulla fluidità generale. Il gioco è interamente in inglese, con menù scarni e confusionari, che di certo non aiutano la fruizione un pubblico più generalista.

PRO:

  • Simulazione strategica allo stato puro
  • I modelli dei corazzati sono perfetti
  • Ricchissimo di contenuti…

CONTRO:

  • ..ma assolutamente non accessibile
  • Riservato ad esperti
  • Comparto tecnico altalenante
  • Il tutorial poteva essere pensato meglio

Versione testata: PC

Voto: 7