Recensione | The Inner World

Recensione | The Inner World

Generazione di giocatori cresciuti a pane e Monkey Island, a rapporto! Il genere dell’avventura grafica ha sempre rappresentato un vero pilastro della storia dei videogames, soprattutto su PC. Nel corso degli anni ci ha regalato avventure bellissime: dal grande classico alla Broken Sword, fino ai più recenti (e brillanti) The Book of Unwritten Tales, Deponia, o le varianti hidden object di Artifex Mundi. Si tratta di un genere ricco di possibilità, in grado di regalare enigmi complessi, solido background supportato da lunghi dialoghi, e una grande atmosfera. Seguendo questa linea, arrivava qualche anno fa su PC anche questo The Inner World: sbarcato ora anche su console, varrà la pena di dargli un’occhiata? Scopriamolo!

Benvenuti ad Asposia

4The Inner World si presenta subito al giocatore dimostrando una grande personalità: ambientato nel curioso mondo di Asposia, dai tratti decisamente distopici, racconta una storia dal grande potenziale. Si tratta di un luogo che deve tutto alle cosiddette fontane del vento, indispensabili per permettere alla vita di fiorire. Ma nel momento in cui queste perdono la loro efficacia, la popolazione è costretta a rifugiarsi sotto l’ultima di esse rimasta, sottostando al regno dell’ultimo monaco, suo custode. Si tratta di Conrad, figura autoproclamatosi leggendaria per aver sconfitto i Basylian, veri e propri basilischi divini responsabili della forma di pietra nella quale sono stati tramutati molti degli abitanti. Ebbene, leggere questa premessa narrativa forse potrebbe darvi l’idea di un titolo serio e oscuro: nulla di più sbagliato. The Inner World è infatti un gioco estremamente leggero, scanzonato e ricco di humor. Tutto, a partire dal nostro protagonista, è disegnato in modo da strappare qualche risata al giocatore e di coinvolgerlo in un mondo ricco di contraddizioni, pregiudizi e falsi profeti. E devo dire che è proprio questo l’aspetto di questo titolo che mi ha convinto di più: la rappresentazione del mondo è ricca di personaggi e situazioni spassose, a partire dalla fede cieca che il nostro piccolo protagonista nutre nei confronti del suo profeta, con cui ha vissuto fin dalla nascita. E’ anche vero, però, che di fronte ad una promessa cosi brillante non troviamo chissà quale rivoluzionario risvolto: pur risultando interessante, il racconto è spesso afflitto da problemi di ritmo soprattutto a causa dei dialoghi che, pur se interessanti e divertenti per la maggior parte, risultano talvolta essere davvero, davvero troppo lunghi. Ma comunque, anche se la storia finisce inevitabilmente su binari prevedibili, riesce decisamente a catturare l’attenzione del giocatore man mano che la verità inizia a venire a galla. E’ anche da considerare la presenza di molte linee di dialogo completamente opzionali, come quelle che otterremo quando tenteremo di utilizzare o combinare oggetti in modo errato.

Cliccare, senza puntare

1The Inner World propone uno schema di gameplay molto classico e vicino ai grandi capostipiti del genere. Man mano che proseguiremo nella nostra avventura incontreremo vari personaggi, raccoglieremo oggetti, li combineremo, li offriremo, e ci troveremo di fronte a impedimenti che dovremo risolvere nei modi più svariati. La realizzazione degli enigmi, vero cuore pulsante di produzioni come questa, è piuttosto altalenante. Non sempre logici al 100%, talvolta richiedenti molti tentativi a caso, ma comunque in grado di stuzzicare la creatività del giocatore. Quello che non convince moltissimo è la natura di essi, dato che in alcuni casi sembra quasi che siano messi li in modo un pò forzato, quasi a voler semplicemente rallentare l’incedere del giocatore nella storia. E, dopo una buona partenza, la qualità generale va man mano 2scemando, anche a causa di un ritmo di gioco davvero troppo compassato. Fortunatamente, per evitare che il ritmo di gioco ristagni ulteriormente nel caso in cui ci si blocchi nella risoluzione di un enigma, è presente un ottimo sistema di aiuti, in grado di dare suggerimenti sempre più precisi al giocatore: potremo solo farci dare un piccolo indizio, oppure scorrere fino in basso per farci dare esplicita soluzione (sbloccando anche un obiettivo, peraltro). Questo permetterà di venire a capo anche di enigmi dalla natura non esattamente chiara, e si renderà spesso indispensabile se vorrete salvarvi da lunghe serie di tentativi a caso. L’origine mobile del titolo viene facilmente a galla quando scopriamo il sistema di controllo. Piuttosto che utilizzare un comune puntatore, la versione testata (Xbox One) utilizza una serie di “punti chiave” che potremo evidenziare uno alla volta. La soluzione è riuscita solo in parte, dato che capiterà spesso di perdere tempo per riuscire a selezionare il “punto” giusto: il risultato è un sistema un pò macchinoso, ma tutto sommato accettabile.

Asporo…che?

3Sicuramente The Inner World ha un lato estetico decisamente vincente: la bellezza dei disegni e la fluidità delle visuali creano insieme un mondo davvero ricco di dettagli e sfaccettature, decisamente piacevole da guardare. Nonostante la natura mobile, riesce a convincere anche su console, senza ovviamente scomodare chissà quale artificio grafico, vista la natura statica delle visuali di gioco. A livello tecnico c’è stato qualche piccolo singhiozzo, su Xbox One sono capitati due freeze casuali che ci hanno costretto a ripetere una piccola sezione, ma nulla di particolarmente problematico. Buono il comparto sonoro, decisamente in linea con le atmosfere piuttosto particolari dei luoghi che visiteremo. Con un pò di azzardo oserei definire buono il doppiaggio, considerando che si tratta di una produzione a basso budget: sia il protagonista che i comprimari hanno voci davvero particolari, fondamentali per la buona riuscita di alcune spassose gag. Stiamo ovviamente parlando del doppiaggio inglese, e ci preme sottolineare come The Inner World non sia disponibile con sottotitoli o parlato in italiano. Questo, purtroppo, lo renderà scartabile a priori per molti che non masticano l’inglese, dato che sarà impossibile capire alcunchè, o anche proseguire nel gioco, senza riuscire a comprendere i testi e i dialoghi. Ed è un peccato, perchè per il prezzo di 14.99€ si tratta di un’avventura spassosa e piacevole, che potrebbe durare anche più delle canoniche 5 ore se non vorrete utilizzare il sistema di aiuti di cui noi, per le tempistiche di recensione, abbiamo spesso abusato.

Pro

  • Visivamente ispirato
  • Buon doppiaggio
  • Mondo e contesto molto interessanti
  • Ottimo sistema di aiuti

Contro

  • Enigmi non sempre al top
  • Giocabilità col pad un pò macchinosa
  • Dialoghi un pò prolissi
  • Ritmo di gioco a tratti molto lento

Versione testata: Xbox One

Voto: 7

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