Recensione | Total War: Warhammer – Bretonnia

Recensione | Total War: Warhammer – Bretonnia

Warhammer: Total War ha avuto il merito, altamente prevedibile, di essere il culmine dell’esperienza videoludica per i Creative Assembly. Tutta il loro talento nel creare un titolo strategico gestionale a turni si è unito lo scorso anno con il setting stratosferico che il mondo di Warhammer Fantasy rappresenta. C’è da dire però che tra la tantissime lodi che si sono sprecate sul gioco, c’è sempre una critica che puntualmente le offusca, seppur un minimo: i contenuti al lancio e successivi erano troppo pochi. L’impero, gli Orchi, i Conti Vampiro, il Caos e i Nani non sono che una minima porzione dell’immensa lore di Warhammer così come l’aveva pensata la Games Workshop e i fan più sfegatati si sono ritrovati leggermente delusi, quasi con un pugno di mosche in mano. Poco importa che questo è il primo tassello di un’imponente trilogia e che i contenuti aggiuntivi a pagamento siano usciti con regolarità aggiungendo gli Uomini bestia e gli Elfi Silvani, ormai il danno era stato fatto. Nonostante tutto però, SEGA non è proprio il mostro affamato di soldi che tutti credono, visto che l’ultimo aggiornamento gratuito ha introdotto finalmente la potente e orgogliosa nazione di Bretonnia. Una nuova razza, tre diverse fazioni, un nuovo modo di giocare, tutto completamente gratis. Che volete di più?

Per il Re e la Dama!

TotalWarWarhammerBretonniaSi è vero, Bretonnia era già disponibile dal giorno dell’uscita ma solo come esercito personalizzabile da utilizzare online o nelle partite private. Non si poteva intraprendere la campagna del vecchio mondo con loro e le unità fornite erano decisamente abbozzate e male assortite. Non era certo quello il modo di rendere onore ai Cavalieri del Graal e ai devoti della Dama del Lago, la cavalleria più forte del vecchio mondo, i cui vessilli garriscono al vento e rendono omaggio a Louen Cuordileone, il più grande sovrano di Bretonnia dai tempi del fondatore Gilles Le Breton. Come nelle altre razze, anche i Bretoniani saranno divisi in tre fazioni distinte, che però differiscono tra loro solamente per caratteristiche marginali. Bretonnia, Carcassone e Bordeleaux avranno le loro regioni di partenza nelle capitali specifiche, ben distanti tra di loro che li costringeranno a combattere contro nemici diversi. Per gli appassionati, le rivalità storiche sono rimaste, quindi se scegliete Carcassone preparatevi a dover lottare contro gli immortali abitanti della foresta di Athel Loren, mentre Bordelaux sarà come al solito il bastione di resistenza contro la perfida corruzione vampirica dell’infame ducato di Mousillon. Le differenze terminano qui e non ci sentiamo di farne una colpa; d’altronde nella lore di Warhammer i ducati sono equivalenti se non per i loro condottieri, che comunque rispettano sempre i dettami della cavalleria e della Lama del Lago.

Le virtù cavalleresche

Warhammer bretonniaContrariamente a quanto si pensa, il mondo di Warhammer non è proprio una fedele riproduzione del medioevo europeo. L’Impero è molto più simile alla Germania del 1400, così come tutte le altre razze palesemente ispirate alla letteratura tolekniana e al folkore del vecchio continente. Tuttavia i regni di Bretonnia sono la rappresentazione della Francia dell’epoca feudale. La stragrande maggioranza della popolazione è povera e l’intera economia è sostenuta dai contadini e dal loro lavoro nelle fattorie. Questi vivono sotto un vassallo, che in cambio della loro obbedienza e delle tasse, fornisce loro riparo e protezione all’interno del proprio castello (e nel mondo di Warhammer i nemici sono ovunque). I nobili formano invece la più formidabile cavalleria del vecchio mondo: non c’è guerriero che possa competere a cavallo con i Cavalieri del Reame, i cui ideali di cavalleria e onore sono presi di peso dalla mitologia anglosassone della Tavola Rotonda. Le armate di Bretonnia sono un spettacolo visivo impressionante: migliaia di cavalieri in armatura scintillante che caricano i reggimenti nemici all’ombra dei loro fulgidi stendardi, mentre popolani e contadini armati in maniera approssimativa tentano di fiaccare gli avversari prima che i loro signori possano portare a compimento la loro devastante carica. Non c’è tecnologia, non c’è inganno, solo il valore e l’onore dei veri cavalieri, gli ultimi baluardi della virtù nel vecchio mondo. Tutto questo ha ovviamente un impatto sulla campagna di gioco: contrariamente agli Uomini bestia e agli Elfi silvani, Creative Assembly non ha sviluppato una campagna apposita per Bretonnia, (è sì un contenuto gratuito, ma avrebbe fatto risalire di molto la reputazione degli sviluppatori), ma si può comunque giocare la classica campagna del vecchio mondo. Similmente ai Nani e al loro sistema di rancori, l’intera partita del giocatore Bretoniano è legata al sistema dell’onore: fuggire da una battaglia, rimanere inerti all’interno delle mura di un castello e altre azioni palesemente poco cavalleresche faranno calare la vostra reputazione e il vostro onore, mentre verosimilmente, comportarsi come un vero signore di Bretonnia vi fornirà dei bonus economici e militari notevoli, oltre a permettervi di evocare eroi leggendari come La Dama del Lago ed il misterioso Cavaliere Verde. Questo modifica di molto il gameplay della razza bretoniana, costringendovi a giocare in maniera ponderata e mai avventata. Una trovata decisamente apprezzata, che è una vera e propria ventata d’aria fresca a quasi un anno dall’uscita del gioco. Anche l’economia del pase si baserà principalmente sulle fattorie e la loro manutenzione da parte dei contadini. Arruolare immensi eserciti di popolani farò sì che verranno tolti al loro lavoro nei campi, causando una flessione non da poco alle vostre entrate. La gestione economica quindi è ancora più importante per i giocatori Bretoniani, con un continuo trade off tra forza lavoro e forza militare. Le condizioni di vittoria saranno scandite dalle guerre dell’Erranza, l’equivalente in Warhammer delle Crociate, le quali una volta portate a compimento vi garantiranno la vittoria sui vostri avversari.

Alla ricerca del Graal

bretonnia2Gli eserciti di Bretonnia non possono fare affidamento sulla tecnologia, per questo le loro unità risultano meravigliose ed anacronistiche allo stesso tempo. Sono gli eroi delle leggende, i cavalieri dei racconti con i quali siamo cresciuti, guerrieri in armatura che affrontano mostri, vampiri e draghi armati solo dal coraggio e dalla loro volontà incrollabile. Per questo Bretonnia è uno degli eserciti più visivamente spettacolari che si possa trovare in Warhammer: non possono competere con la tetra schiera dei Nonmorti, con gli spettacolari eserciti dei Nani o con il fascino mistico degli Elfi, ma hanno dallo loro tutta la spettacolarità dell’araldica, delle cariche dei Cavaliere del Graal e della grazia delle Damigelle. L’esercito Bretoniano è forse la più classica delle armate, tanto che potrebbe avvicinare a quest’ultimo Total War anche chi è ancora ancorato a Medieval 2. Le cariche di cavalleria saranno ovviamente la vostra arma migliore, ma questo non significa che la micro debba essere ridotta ai minimi termini; per quanto forti infatti, anche i cavalieri devono essere supportati dalla fanteria dei popolani per evitare aggiramenti e ovviamente contrastare l’inevitabile disparità di numero. Sarà quindi fondamentale imparare a gestire le singole unità di cavalleria e mandarle ad aggirare i reggimenti nemici mentre con la fanteria più debole si intercettano le cariche delle unità nemiche più pesanti, come ad esempio gli Orchi Neri o i Prescelti del Caos. Quando la vostra strategia inizierà a dare i propri frutti, potrete finire il nemico utilizzando i potentissimi cavalieri su Ippogrifi Reali e i devastanti trabucchi da guerra, macchine d’assedio in grado di coprire gittate elevatissime. Bretonnia è l’esercito perfetto per chi vuole un approccio classico al gioco (ma non troppo), in grado di offrire versatilità e potenza, un mix assolutamente appagante per i veterani. Non si sconvolge nulla quindi, ma si migliora e si rende competitivo, cosa che a noi fa assolutamente piacere.

PRO:

  • Gratuito
  • Lista delle unità rinnovata
  • Bretonnia ha le sue regole che stravolgono il gameplay
  • Le cariche di cavalleria hanno tutto un loro fascino

CONTRO:

  • Le tre fazioni sono praticamente tutte uguali
  • Manca una campagna dedicata

Versione testata: PC

Voto: 8.5

 

 

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Renato Passalacqua
Apparso nella redazione di Game-eXperience come Terminator e con un' unica missione, ovvero la recensione perfetta. É come una macchina inarrestabile, non teme nessun gioco. Qualsiasi sia la piattaforma, da quella Next Gen alla Retró, lui é sempre li pronto come un giudice di X-Factor per dare la sua ardua sentenza. È talmente immerso nel suo lavoro che potrebbe dare un voto anche alla vostra prestazione sessuale.

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