Speciale | Doomfist è arrivato

Speciale | Doomfist è arrivato

Dopo mesi di rumors, indizi e tracce lasciate ovunque da parte di Blizzard, Doomfist è stato finalmente mostrato al pubblico. Il tanto chiacchierato cattivone della Talon è giocabile in PTR e  arriverà attraverso un aggiornamento presumibilmente tra un paio di settimane. Noi non abbiamo resistito e abbiamo voluto provarlo a tutti i costi, ecco come si presenta.

Bilzzard ci sa fare. È inutile girarci intorno, quando si parla di design Blizzard può mettersi in cattedra e insegnare a tutti come si crea un contenuto. A differenza di tantissimi altri titoli che vivono di community e che aggiornano periodicamente i loro prodotti, Blizzard è tra le poche, se non l’unica, a curarsi dell’aspetto narrativo atto a motivare i cambiamenti al di la delle scelte tecniche e di bilanciamento. Così come su World of Warcraft, testimone più e più volte di cambiamenti anche radicali del mondo di gioco, anche Overwatch si propone come un titolo lore-based che non mette sul campo degli eroi accattivanti ma anonimi, bensì si preoccupa di motivare e raccontare la storia di un mondo pieno di sfumature.
Blizzard ha saputo comunicare ai fan più attenti la trama che lega i personaggi di Overwatch, utilizzando mezzi di comunicazione esterni al videogioco come Fumetti, corti animati o, molto più semplicemente, indizi sparsi per il gioco che non influenzano l’esperienza. Doomfist si presenta dunque come un personaggio molto conosciuto e anche coloro che non si preoccupano di scoprire i retroscena dei vari personaggi avranno sicuramente sentito il nome di questo Villain che, siamo onesti, ci ha fatto attendere anche troppo.

La sparizione del guanto da Numbani, le notizie sull’attentato all’aeroporto della città e tanti altri simbolismi hanno accompagnato l’arrivo di Doomfist proprio come si specula sull’arrivo di determinati titoli. A seguire Orisa, Sombra e Ana troviamo dunque Doomfist, il quarto personaggio aggiuntivo, totalmente in forma gratuita che presto spopolerà tra le fila degli eroi già disponibili. Per la prima volta, quasi inaspettatamente, ci troviamo di fronte ad un personaggio pesantemente offensivo e, a differenza degli eroi già rilasciati, Doomfist potrebbe fare gola a molti, sostituendo quelli che sono i Genji e gli Hanzo che  infestano le partite classificate e non.  Al di la di una storia tormentata, Doomfist si presenta in modo decisamente diverso da quanto ipotizzato. Più piccolo rispetto alle aspettative e con una caratterizzazione prettamente da DPS, Doomfist riesce a sorprendere anche nel suo reveal, ci aspettavamo un tank imponente capace di trascinare con se l’intera squadra e ci troviamo invece tra le mani un flanker potenzialmente letale che introduce delle meccaniche totalmente nuove e va a collocarsi in uno spazio molto ristretto.
Dopo aver provato a fondo il nuovo personaggio, forse leggermente sovrapotenziato in PTR ( come qualsiasi altra cosa mai vista in PTR, ndr), Doomfist si presenta come un personaggio molto difficile da padroneggiare perché va a porsi tra gli eroi efficaci a medio/corta distanza che manca però di un escape valido come Reaper o Genji ma che fa leva semplicemente sull’abilità del giocatore di giocare le skill in modo adeguato, concatenando attacchi devastanti che però rischiano di lasciare il giocatore scoperto a causa di cooldown troppo lunghi.

Nonostante la natura di Doomfist, così come suggerisce il nome, sia principalmente da corpo a corpo, il nostro eroe/antieroe ha la possibilità di ingaggiare l’avversario anche a media distanza attravero una sorta di shot-gun autoricaricabile posto sulle nocche del suo guanto. I colpi sparati hanno facile dispersione ma possono risultare letali a media e breve distanza sebbene per quest’ultima sono presenti le altre abilità decisamente più devastanti. Per come l’abbiamo vissuta diciamo dunque che l’attacco principale di Doomfist è un ottimo starter per poi, magari avvicinandosi ancora, finire l’avversario con una delle skill a disposizione. Il pugno a reazione, ovvero la modalità secondaria di fuoco (  per i più semplicemente click destro ), va ad innescare una delle principali combo starter del personaggio; si tratta infatti di un pugno caricato che permette a Doomfist no solo di coprire grandi distanze, come Reinhardt con la carica, ma anche di infliggere danni devastanti che scagliano l’avversario indietro provocando danni aggiuntivi se quest’ultimo colpisce un muro. Pugno a reazione è un’abilità capace di eliminare in un solo colpo i DPS più deboli in termini di HP ma si tratta sempre di un’abilità da caricare e quindi bisogna scegliere tra danni inflitti e tempo impiegato. Ovviamente non è facile colpire un avversario in carica piena, soprattutto se quest’ultimo vi ha visti ed è consapevole di quello che sta per arrivare. Passando invece alle abilità, Schianto Sismico e Montante conferiscono a Doomfist la possibilità di concatenare delle vere e proprie combo che permettono non soltanto di infliggere danni devastanti ma anche di controllare gli avversari e di sfruttare i movimenti in modo congeniale alle mappe. Schianto Sismico innesca una meccanica già vista, un pugno sul terreno che colpisce gli avversari in un cono davanti al nostro personaggio e che avvicina a Doomfist tutti i bersagli colpiti, una sorta di attrazione simile alla Ultra di Zarya con effetto ovviamente limitato e meno limitante per gli avversari. Montante invece, come suggerisce il nome,  consiste in un pugno dal basso verso l’alto che spinge gli avversari in alto e permette di controllare o di interrompere tantissime abilità che richiedono un certo posizionamento oltre a fungere da salto aggiuntivo che permette a Doomfist di raggiungere posizioni elevate altresì irraggiungibili con il semplice salto.

Il vero asso nella manica di Doomfist è però Impatto Devastante, l’ultra del nuovo personaggio. Impatto Devastante consente a Doomfist di sparire dalla mappa per qualche secondo per poi ripiombare sul campo di battaglia infliggendo danni enormi in un’area circoscritta capace di eliminare un’intera squadra con facilità se coordinata con altre abilità mirate a controllare come l’ultra di Zarya, Mei o Reinhardt. Impatto Devastante copre una zona molto ampia e, sebbene l’effetto grafico non sia il massimo, è davvero capace di eliminare chiunque infliggendo un ammontare di danni veramente pazzesco oltre che a fungere da escape praticamente incounterabile che permette al nostro personaggio di sparire per qualche secondo per poi ricomparire da un’altra parte in casi veramente estremi.

Tutto sommato Doomfist ci ha dato l’impressione di un personaggio molto dinamico, sicuramente difficile da padroneggiare in quanto skill-based e, con soli 270HP, può fare affidamento soltanto sulla sua passiva che conferisce uno scudo protettivo in base ai danni inflitti, incentivando l’aggressività mirata ad innescarla. La ultra avrebbe bisogno di qualche ritocco in quanto troppo pericolosa ma per il resto ci troviamo di fronte ad un eroe versatile che, nelle giuste mani, è capace di guidare una squadra alla vittoria grazie alla sua enorme potenza offensiva e alla sua capacità di movimento imprevedibile e repentina. L’unico neo sta forse nel design, come detto in precedenza ci aspettavamo un eroe massiccio, pesante ma ogni soluzione è giustificata dalla mobilità di un personaggio molto interessante che saprà sicuramente trovare un posto nel meta attuale.

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