Speciale | Fake news, fake games

Speciale | Fake news, fake games

Sicuramente ciascuno di voi, almeno una volta recentemente, ha sentito il termine “fake news” girare sulla rete. Queste notizie, se così si possono chiamare, hanno anche il nome alternativo “bufale” nel nostro paese e stanno ad indicare notizie false (solitamente clamorose o sensazionali) create in modo da sembrare reali ed ottenere così una serie di vantaggi per il sito che le ha pubblicate. Quali vantaggi dovrebbero arrivare dalla diffusione di una notizia falsa? Principalmente si parla, come sempre, di soldi: quando una fake news è particolarmente clamorosa e coinvolge argomenti “caldi” del momento (immigrazione, politica, temi etici, temi religiosi eccetera) viene cliccata da tantissime persone desiderose di sputare il loro stupido veleno sull’argomento tramite commenti. Il sito che diffonde la notizia acchiappa ovviamente un gran numero di click che si traducono in denaro sonante poiché chi apre la pagina deve sorbirsi gli immancabili ADS pubblicitari, generatori di “cash”. Perchè stiamo parlando di fake news su un sito che normalmente si occupa di videogiochi? E’ presto detto.

emma-stone-in-death-stranding-l-immagine-trapelata-scorsa-settimana-falsa-v3-288633Il fenomeno delle fake news non risparmia niente e nessuno, neppure il mondo videoludico. Basta cercare il nome Emma Stone, attrice vincitrice del premio Oscar per La La Land, per trovare importanti testate del nostro settore riportare la notizia clamorosa: la Stone, secondo alcune indiscrezioni, farà parte del cast di celebrità messe insieme dal game designer Hideo Kojima per il gioco in fase di sviluppo Death Stranding. Dopo il coinvolgimento degli amici/colleghi Guillermo del Toro e Norman Reedus, dopo la partecipazione del mitico Mads “Hannibal” Mikkelsen , anche l’attrice premio Oscar Emma Stone si lancerà nel mondo dei videogiochi a fianco del “maestro” Kojima. Niente di più falso. La notizia, che ha fatto il giro del globo ed ha focalizzato l’attenzione su molte testate (tra cui la nostra) si è rivelata un falso architettato ad arte: una foto modificata appositamente realizzata in bassa risoluzione e con evidenti disturbi, qualche tocco artistico qui e là per richiamare gli elementi noti del gioco di Kojima et voilà, la fake news acchiappa-click è servita.

Molti tra voi staranno pensando “scusate, ma voi non siete la stessa testata che fa coppia con quelli di Fraggo.it? Gli stessi delle notizie false/stupide sui videogiochi?”. Lasciate che vi dica una cosa allora: c’è una bella differenza tra le notizie di satira e le fake news. Siti/pagine FB come Lercio o Fraggo.it creano news false ma sono piattaforme chiaramente comiche/umoristiche, con notizie appositamente esagerate oltre il credibile: solamente persone con evidenti problemi di credulità potrebbero prendere per vere tali news. Poi ci sono invece le pagine che spargono bufale nel senso più “cattivo” del termine, siti che creano notizie con minuzia tale da farle sembrare vere: roba che si sparge a macchia d’olio come la (non più così tanto) recente notizia della “serie TV basata su Resident Evil”. Tale informazione, rivelatasi poi falsa, ha circolato sul web per giorni creando reazioni miste e scalpore ovunque fosse pubblicata.

Perchè le fake news possono creare danni? Il motivo principale è l’impossibilità di fermarle: ultimamente si è discusso molto su controlli, limitazioni e strumenti atti a fermare questo fenomeno ma è una pia illusione. Questo genere di notizie si può fermare solamente tramite la ricerca e l’informazione, non utilizzando improbabili algoritmi o restrizioni: una fake news può impiegare alcune ore ad essere scoperta, ma si può spargere ovunque in pochissimi minuti assolvendo al suo compito originale. Su internet qualunque cosa, se sufficientemente interessante o ben sponsorizzata (o entrambe le cose) può espandersi in tempi brevissimi, generando molti problemi tra i quali la perdita di tempo e di credibilità: molte testate videoludiche riportano giornalmente notizie false nell’impeto di “arrivare primi”, spesso senza verificare la fonte per non perdere preziosi secondi…il giornalismo 2.0 come diceva “un tale” che aveva torto marcio.

Non solo fake news ma anche “fake games”: il termine è stato coniato recentemente da Valve, casa del mitico Lord Gaben e marchio di fabbrica di Steam, piattaforma di distribuzione digitale più grande del mondo. Come molti di voi sapranno, la grande community Steam Greenlight verrà presto rimpiazzata dal nuovo sistema Steam Direct: perchè mandare in pensione una piattaforma cheVamers-FYI-Video-Gaming-Valve-to-replace-Steam-Greenlight-with-Steam-Direct-02-770x433 più di ogni altra ha di fatto reso “grande” il mercato indie? Il motivo è da ricercarsi nell’enorme mole di spazzatura videoludica che è riuscita, non si sa in certi casi come, a vedersi approvata e pubblicata per la vendita. Giochi orripilanti sviluppati durante un weekend, privi di trama o di qualsivoglia genere di qualità creati male ma distribuiti bene grazie a trailer ben confezionati e promesse mai mantenute. In questo caso il classico adagio “sono scappati con i soldi” è veritiero al 100%, e Steam sembra avere in mano la soluzione necessaria per evitare questi problemi in futuro: Steam Direct marcherà una linea ben precisa tra i giochi ritenuti di qualità dalla community e relegherà tutte le pubblicazioni sospette ad un limbo oscuro dal quale uscire sarà molto difficile. Il problema che si pone è: chi deciderà quali giochi sono degni di restare sotto i riflettori e quali invece meritano di scomparire negli oscuri recessi dell’algoritmo di ricerca? Saranno utenti finali a decidere ovviamente, utenti con gusti personali/simpatie/limitazioni.

Per tentare di limitare questa problematica, chi vorrà potrà iscriversi al programma Steam Explorers e diventare un supporto vero e proprio della comunità: gli explorers potranno, anche con alcuni privilegi in termini di pagamenti o ricompense, viaggiare attraverso le lande oscure abitate dai giochi “bocciati” e tentare di scoprire se in mezzo a quell’ammasso di spazzatura si nasconde qualche gemma sfuggita ai controlli preliminari. Se un gioco “scomparso” dovesse ricevere sufficienti feedback positivi dagli explorers, verrà ripescato e rimesso al centro della scena. Come per le fake news, anche i fake games necessitano di un ingrediente principale per essere sconfitti: la conoscenza, la voglia di provare/informarsi, il ragionamento obiettivo. Tutto ciò che è “fake” è creato dall’uomo e dall’uomo può essere distrutto….basta averne la volontà e le competenze. Dal canto nostro, speriamo sia possibile farlo usando l’arma più potente in nostro possesso: l’intelligenza.