Speciale | Il successo di Mass Effect

Speciale | Il successo di Mass Effect

Dopo il ripasso generale della scorsa settimana in cui abbiamo rispolverato alcune delle conoscenze base del primo Mass Effect, possiamo continuare il nostro viaggio nel passato (o nel futuro) della serie in attesa dell’arrivo di Mass Effect Andromeda. La saga creata da Bioware non ha rappresentato per il mondo videoludico solo un ottimo setting nel quale ambientare le avventure del Comandante Shepard, ma per molti versi è stato un racconto rivoluzionario, un’incredibile fusione di generi e tematiche che ha incantato milioni di videogiocatori. Tenteremo quindi in quest’ultima parte di approfondire la storia e le tematiche che la vecchia trilogia ha affrontato.

Mass Effect MirandaSo che molti vorrebbero che affrontassimo il finale del terzo capitolo e della teoria dell’indottrinamento, ma ne abbiamo già parlato e poco gioverebbe alla nostra analisi. Si, è vero che il finale di Mass Effect 3 distrugge praticamente quanto c’era di buono nel gioco di EA e riduce tutto ad una singola scelta, ma per Bioware da sempre non conta la destinazione, ma il viaggio. E che viaggio è stato questo. Dall’esplorazione dei pianeti più lontani dei sistemi Terminus fino alla battaglia per la Terra, Mass Effect ha saputo raccontare una storia epica di proporzioni universali incrociandola però con problematiche molto più comuni, quasi futili. Il Comandante Shepard era sì un eroe di guerra dotato di grande carisma, ma era soprattutto un essere umano, con i suoi difetti, le sue paure e le sue debolezze, che non erano dettate da un charachter design stabilito, ma dall’interazione del giocatore. Giocare un eroe senza macchia e senza paura era possibile, ma potevamo interessarci anche a problemi più basilari, come arredare la nostra cabina, dare da mangiare al nostro pesce oppure cercare l’amore e il divertimento con le ormai iconiche romance.

Le scene d’amore in Mass Effect meritano un approfondimento a parte. La conquista della tanto agognata scena di sesso che titillava i nostri ormoni adolescenziali (di ambo i sessi) era forse uno dei momenti più attesi dell’intero gioco, molte volte più dello scontro finale. Questo perché per la prima volta le scene di sesso e romance non erano solamente orpelli estetici gettati a caso in una storia, ma andavano anzi ad incastrarsi in un complesso sistema di relazioni tra il nostro protagonista e gli altri NPC che incontrava durante la sua avventura. Le romance erano vere e proprie conquiste per il giocatore, bisognava agire in maniera consona alla persona che avevamo davanti e dire le frasi giuste al momento giusto, quasi come nella vita reale (o nei love game giapponesi), trasmigrando così anche l’idea che l’affetto, la fiducia, l’amore e il sesso non erano semplicemente dovuti, ma andavano guadagnati. Sempre riguardo la sessualità, Mass Effect ha fatto scuola, dato che le romance omosessuali erano disponibili già dal primo episodio, dimostrando ancora una volta l’attenzione di Bioware ad argomenti che fino a pochi anni prima erano considerati tabù (e già sdoganati in parte con Baldur’s Gate).

mass effect racesLa diversità di razze e gli ecosistemi creati appositamente per Mass Effect sono ormai diventati iconici, ma tutto questo non avrebbe avuto il successo che ha poi ottenuto senza una sceneggiatura verosimile. I Turian, i Salarian, le Asari, i Krogan, gli Umani e tutte le razze che popolavano la galassia non erano semplici rappresentanze della biodiversità, ma avevano una propria cultura e una propria tecnologia, e tutti avevano rapporti differenti tra loro. I Turian ad esempio erano una razza di guerrieri, in cui contava l’addestramento e la carriera militare, mentre i Salarian avevano vita breve e dedicavano quasi tutta l’esistenza alla ricerca scientifica. Le Asari, popolo di sole donne, erano viste come le più sagge tra le aliene mentre gli Umani, essendo gli ultimi arrivati, erano considerati da tutti come primitivi, rozzi e opportunisti. Conoscere le relazioni tra le varie razze era fondamentale (e qui abbiamo elencato solo le tre più importanti, ma in realtà sono decine) per comprendere appieno l’universo di Mass Effect e capire come muoversi nella ricerca di alleanze o per lo sterminio dei nemici. Un intreccio talmente ben studiato e congeniato da conquistare critica e pubblico, in cui le avventure e le conseguenze delle proprie azioni erano reali e riscontrabili.

Mass Effect NormandyAnche l’elevatezza dei temi trattati e la loro varietà ha contribuito molto al successo della saga: passare dal risolvere un caso di furto al destino di intere civiltà non è cosa da poco. Soprattutto nel terzo episodio, le scelte da intraprendere erano il risultato di tutte le decisioni prese fino a quel punto dal primo gioco, rendendo di fatto Shepard una sorta di fautore del destino dell’universo. Il conflitto tra Krogan, Turian e Salarian per la cura della Genofagia è l’esempio classico e più consono per far comprendere al profano l’importanza delle scelte in Mass Effect: curare la sterilità dei bellicosi Krogan per farsi aiutare nella guerra con i Razziatori o ignorarla perché il rischio che si riproducano in maniera incontrollata è troppo alto? Le tematiche etiche dello sterminio, dell’abbandono, della sopravvivenza e del sacrificio vengono trattate non i maniera passiva, semplicemente raccontandole al giocatore, ma in maniera attiva, rendendolo di fatto partecipi e protagonisti del destino della galassia. Oltre alla varietà dei temi trattati, anche il feeling e la caratterizzazione dei personaggi è stata da manuale, con quelli che forse sono gli ultimi personaggi iconici arrivati sui nostri schermi (fino a Marzo 2017. Marzo 2017 è una storia a parte). Garrus, Vrex, Mordin, Liara, Tali, Miranda e tutti gli altri membri dell’equipaggio erano così ben caratterizzati e dotati di differenti motivazioni che sembravano quasi reali, personaggi eccezionali che vi facevano sentire parte di una squadra vera e propria.

La continuità delle scelte ha anche portato i giocatori a giocare e rigiocare il gioco dal primo episodio, cercando di scoprire la reale complessità dell’avventura e i cambiamenti che ogni singola scelta avesse portato nell’avventura finale. Cosa aspettarsi quindi da Andromeda, oltre al canonico gameplay originale e alla grafica sbalorditiva? Tutto quello che abbiamo elencato. La differenza tra un ottimo gioco ed uno memorabile sta nei dettagli, e la prima trilogia li aveva tutti. Romance finalmente viste come conquiste, razze e imperi che si rapportano tra di loro in maniera verosimile, ognuno con il proprio credo; personaggi indimenticabili e scelte dall’elevata caratura etica. Se anche uno solo di questi elementi dovrebbe risultare fuori posto, allora difficilmente avremo tra le mani un titolo in grado di farci provare anche solo lontanamente le emozioni dei precedenti episodi. Ormai manca pochissimo all’uscita di Mass Effect: Andromeda, dove finalmente avremo tutte le risposte che vogliamo.