Speciale | L’analisi di Orisa

Speciale | L’analisi di Orisa

Il continuo e costante aggiornamento del roster di Overwatch è ovviamente sinonimo da parte di Blizzard di cura del proprio prodotto. Come ben sappiamo, molto del successo dei giochi esclusivamente online deriva dal supporto post lancio che gli sviluppatori sono in grado di fornire e, vista l’importanza totale che Overwatch ha rivestito nel panorama sportivo mondiale, è lecito aspettarsi un supporto di prima classe. L’arrivo di Orisa nelle battaglia di Overwatch  segue quello di Sombra, avvenuto qualche mese prima e porta finalmente un nuovo personaggio tank al pool di eroi già presenti. L’abbiamo provata a lungo in questi giorni successivi alla sua release e non ci è dispiaciuta affatto, anche se lontana da quanto ci saremmo effettivamente aspettati da Blizzard.

overwatch-orisa-1Orisa è arrivata quasi a sorpresa, lì dove i classici teaser di annuncio avevano portato tutti a pensare che fosse in arrivo il cattivissimo Doomfist, mentre in realtà è stata la volta di questo enorme e dolcissimo robot a sei arti che parla con la voce della doppiatrice di Sailor Moon. Orisa fa parte della classe tank, quella selezione di eroi dediti all’assorbimento dei danni avversari e alla creazione di scompiglio nella squadra nemica. Il nostro nuovo robot scende in campo con un set di abilità tutte particolari, che però al giocatore più attento procureranno una strana sensazione di deja vu. L’attacco principale è fornito da un cannone simile ai minigun di D.va, ma con una portata incredibilmente maggiore e la necessità di ricaricare una volta finiti i colpi. Il fuoco alternativo genera una bomba gravitronica che viaggia in linea retta ed esplode nel momento esatto in cui trova un ostacolo oppure a comando. Non infligge danni significativi, ma è in grado di attrarre a se gli eroi nemici, distogliendoli per qualche nanosecondo dalla propria abilità attiva (ad esempio, Reinhart al momento dell’impatto vedeva il proprio scudo disattivato per una frazione di secondo), rendendola di fatto molto simile alla Ultimate di Zarya. Le due abilità primarie di Orisa sono dedicate alla difesa, sia personale che del gruppo. La prima renderà il nostro tank molto più resistente e inbloccabile per qualche secondo, mentre la seconda lancerà sul terreno uno scudo d’energia in grado di assorbire i colpi nemici. Tale scudo, simile nelle meccaniche a quello di Reinhart e per forma al fuoco alternativo del rework di Simmetra, avrà una durata illimitata, ma una capacità di assorbimento di 900 danni. Inoltre, dato il cooldown dell’abilità estremamente breve, può essere riposizionato a piacimento dei punti più strategici delle varie mappe. L’abilità finale di Orisa posiziona un dispositivo distruttibile sul terreno che aumenta sensibilmente i danni a tutti gli alleati nelle vicinanze, similmente quindi all’abilità principale di Mercy, ma con un gittata maggiore ed in grado di agganciare più bersagli.

422033-Orisa headerSi capisce quindi da subito che Orisa, nonostante il design originale, per le abilità e le meccaniche non differisce molto dagli altri eroi già presenti, presentando un set di skill già viste e riadattate al personaggio. Se traspare una leggera delusione, vi confermiamo questa sensazione: le abilità sono quelle degli altri personaggi già presenti, senza nessuno sforzo di gettare nel calderone qualcosa di più originale. Orisa è una commistione di più personaggi, inseriti in un campione dall’aspetto sicuramente originale e con una storia interessante (il racconto degli Omnic è uno degli aspetti più affascinanti della lore di Overwatch), ma che non fornisce un reale motivo per essere apprezzata per la sua individualità. Nondimeno però, se usata con criterio e in una squadra in cui i membri effettivamente collaborano, può essere estremamente divertente da giocare. La sua specializzazione è ovviamente la difesa ed il controllo delle aree sensibili, quindi è una scelta eccellente soprattutto in difesa nelle mappe di conquista (Volskaya, King’s Row, Hanamura, Tempio di Anubi). Tuttavia, dato che non eccelle particolarmente in nessun aspetto dei tank, ma si adatta più ad uno stile di gioco versatile e non specializzato, consigliamo sempre di abbinarla ad un altro personaggio tank, come D.va o Winston per la loro mobilità e capacità di creare scompiglio. Affidare tutta la difesa ad Orisa può essere estremamente rischioso, dato che il suo scudo ha una capacità di assorbimento di soli 900 e le altre abilità hanno un cooldown non proprio ridottissimo. Inoltre vista la sua scarsa mobilità, può essere aggirata tranquillamente anche da eroi che non raggiungono le vette di velocità di Genji, Tracer o Sombra.

Inutile quindi ribadire quanto il concetto di gioco di squadra sia importante in Overwatch, e Orisa ne è la conferma ulteriore. Se giocata con un team affiatato e competente risulta molto godibile e adatta a praticamente tutte le situazioni, in grado di fornire il supporto necessario agli altri eroi più specializzati. Già agire da soli è controproducente, ma con Orisa lo sarà ancora di più, visto che come Roadhog e Zarya non ha meccanismi di escape, ma nemmeno la loro capacità di assorbire colpi. Se vi trovate circondati e senza aiuto, scappare sarà quasi impossibile. Un eroe non per tutti quindi, ma in grado di regalare grandi soddisfazioni in squadra. Divertente da usare, ma non introduce nulla di nuovo, né rivoluziona lo stile di gioco così come aveva fatto Sombra o prima e meglio ancora, Ana.

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Renato Passalacqua
Apparso nella redazione di Game-eXperience come Terminator e con un' unica missione, ovvero la recensione perfetta. É come una macchina inarrestabile, non teme nessun gioco. Qualsiasi sia la piattaforma, da quella Next Gen alla Retró, lui é sempre li pronto come un giudice di X-Factor per dare la sua ardua sentenza. È talmente immerso nel suo lavoro che potrebbe dare un voto anche alla vostra prestazione sessuale.

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