Speciale | Una settimana ad Un’Goro

Speciale | Una settimana ad Un’Goro

Una delle qualità più rilevanti di Hearthstone è la sua capacità di rinnovarsi costantemente. Ogni volta, all’uscita di una nuova espansione, si mette in moto un meccanismo che rappresenta il vero cuore di un gioco di carte che si rispetti: ogni giocatore sperimenta, utilizzando le proprie sole capacità o cercando consiglio dagli altri, lanciandosi in una corsa contro il tempo alla ricerca del deck più efficace nel meta di gioco. Ebbene, se l’arrivo de “I bassifondi di Meccania” aveva presentato parecchie novità senza alterare alcuni meccanismi presenti da sempre, “Viaggio ad Un’Goro” porta invece con se una vera e propria rivoluzione, soprattutto con la dipartita in modalità wild di molte delle carte più amate/odiate del titolo Blizzard. Ma com’è la situazione ad una settimana dal lancio ufficiale? Scopriamolo insieme!

Il grande viaggio

ungoro_wallpaper1920x1200Come ormai tutti abbiamo avuto modo di scoprire, sono fondamentalmente due le novità più rilevanti di “Viaggio ad Un’Goro”: la nuova meccanica di adattamento, che permette ad un servitore di evolversi in più modi, e il sistema di quest, in grado di fornire bonus molto rilevanti dopo aver effettuato determinate azioni. Va da sè che, oltre alla ovvia aggiunta di una valanga di nuove carte, il vero scossone è dato dal passaggio in modalità wild di molte delle carte da sempre più importanti: “Copertura”, la cui eliminazione comporta un’importante perdita per il Miracle Rogue; “Thaurissan”, la cui mancanza taglia fuori molti dei deck OTK con Malygos e non solo; “Reno Jackson” e “Potere travolgente”, pilastri del vecchio Renolock ora reso quasi inutilizzabile; e molte altre, troppe per elencarle tutte. Insomma, dopo una settimana piuttosto intensa di gioco, proviamo a capire classe per classe quali sono finora gli archetipi di nuovi deck che ci sono sembrati emergere, come avevamo già fatto con il nostro precedente speciale su Meccania che trovate cliccando QUI. Ah, se ve lo siete chiesti: no, i pirati non sono ancora scomparsi. Ma avranno pane per i loro denti.

Garrosh, pirati e insetti

Ci sembra quasi doveroso partire dalla classe del guerriero. Perchè? Perchè la nuova quest e la presenza di un “Sulfuras” appartentemente cosi potente ci aveva dato una nuova speranza: forse, incontrando Garrosh in un match, non avremmo visto il solito stormo di pirati pronto ad abbordarci e a rendere vano in 4-5 turni ogni nostro sforzo di costruire un gioco basato sul ragionamento. Ma è davvero cosi? Ebbene, solo in parte. La presenza di Pirate Warrior è comunque tuttora molto elevata, dal momento che il deck ha perso solo Sir Pinnus con la rotazione a Wild (comunque mai stato indispensabile) e resta tuttora pericoloso se riesce ad ottenere le carte giuste nei primi turni. Stavolta la vita del pirata non è però cosi semplice, vista la provvidenziale presenza di moltissimi servitori con Provocazione portati dall’introduzione di Un’Goro.

Ed è proprio sui Taunt che si basa il nuovo archetipo di Control Warrior che speriamo possa tornare presto ad essere dominante rispetto alla variante aggro. Le prime partite ci avevano in realtà un pò spaventato: nonostante la grandissima forza dell’arma Sulfuras una volta completata la quest, essa ci è sembrata piuttosto difficile da completare in tempi abbastanza brevi da poter ottenere dei vantaggi concreti. Tuttavia, nella seconda parte della nostra settimana di gioco, abbiamo finalmente ottenuto nuove carte Taunt in grado di ergere un imponente muro e rendere più fattibile la resistenza prolungata, soprattutto ottenendo ulteriori minion con la funzione di discovery. Si tratta di un archetipo che non ha ancora trovato un suo equilibrio perfetto, ma che ha un potenziale davvero eccellente.

La morte cammina tra voi

nzoth-1920x1080La scomparsa dei draghi di Roccianera e Gran Torneo dal formato Standard ha chiaramente segnato la fine di uno dei deck più forti dello scorso meta: il Dragon Priest, cosi come lo conoscevamo, è infatti ovviamente scomparso dai radar. Questo se escludiamo qualche temerario che ancora tenta ibridi tra draghi e meccanica di carta singola (con Raza L’incatenato e Kazakus) che però raramente riesce a resistere contro deck più aggressivi.

L’archetipo che più ci ha convinto è ovviamente legato alla quest dei rantoli di morte: il Priest ha infatti trovato in Un’Goro moltissime carte in grado di fornire un buon early game, rubando carte all’avversario per poi finirlo, o comunque infliggergli un duro colpo grazie a N’zoth. La nuova leggendaria ottenibile con la quest (Guardiana Amara) ci è sembrata davvero ottima per riuscire a respirare nei momenti di grande pressione, cosi come Lyra Scheggiasolare, leggendaria di classe potenzialmente in grado di riempirci la mano di spells. Ma il vero cuore di questo deck è a nostro parere la Cantaspiriti Umbra, leggendaria comune a tutte le classi: grazie ad essa i servitori con Rantolo di Morte ottengono di fatto anche un grido di battaglia dalle potenzialità enormi. Il Deathrattle Priest, dunque, ci è sembrato uno dei deck più interessanti del meta attuale.

Attenti a quelle due

Quasi a voler accompagnare l’arrivo della nuova eroina Maiev Cantombroso, la classe del Ladro sembra aver trovato una nuova vitalità da questa espansione, forse addirittura troppa. Rappresenta sicuramente un brutto colpo la quasi totale scomparsa del Miracle Rogue, fortemente penalizzato dalla rimozione di “Copertura”, cosi come la quasi totale assenza di nuovo Water Rogue (con Pinja e i murloc) che aveva fatto da spauracchio anche in zona legend nello scorso mese. L’unica alternativa al deck con quest sembra attualmente essere il Jade Rogue: sebbene non molto presente in ladder, resta comunque potenzialmente molto interessante, soprattutto riuscendo a sfruttare la Cantaspiriti Umbra con i numerosi rantoli di morte presenti.

Ma è chiaro come siano i deck con quest ad essere dominanti: essi sono potenzialmente davvero troppo potenti se noi o il nostro avversario riusciremo a pescare le carte giuste nei primi turni. La quest è infatti una di quelle ottenibili più velocemente, e ha effetti fin troppo devastanti: la possibilità di ottenere servitori 5-5 a costo 1 rende quasi impossibile per un avversario riuscire a resistere alle fasi più avanzate di gioco, nel caso in cui questi non abbia il controllo completo del board. Quest’archetipo si basa inoltre su molti servitori a basso costo con Carica e, vista l’ovvia possibilità di riprenderli nella propria mano (“Passo nell’ombra”, Birrai e altri) è possibile infliggere un numero di danni davvero spropositato spendendo una quantità di mana davvero irrisoria. La quest ci è dunque sembrata fin troppo potente e davvero ai limiti del bilanciamento, sebbene comunque la sua riuscita sia legata molto alla casualità: giocando con questo deck sicuramente a voi, cosi come è successo a me, sarà capitato di non riuscire a pescare le carte in grado di permetterci di rigiocare un servitore. Ma quando ci siamo riusciti entro il turno 5, quanta difficoltà abbiamo avuto a vincere? Esatto, poca. Nota positiva è l’utilizzo, finalmente, di una leggendaria finora totalmente ignorata: parliamo ovviamente del nostro maggiordomo preferito, Moroes. Si, sputa una 5-5 ad ogni fine turno con la quest attiva.

Trogg no Standard

ungoro-wallpaper005Come facilmente deducibile dal titolo del paragrafo, ho preso particolarmente bene la dipartita in Wild dell’accoppiata malefica “Trogg delle Gallerie + Golem Totemico”. Il dominio del Midrange Shaman prima di Meccania e la costante presenza di Jade e Aggro Shaman negli ultimi due mesi sicuramente avrà stancato molti giocatori. Fortunatamente, il nuovo Elemental Shaman sembra essere un deck molto più piacevole sia da giocare che da affrontare: ricco di elementali e basato molto sul potere della nuova leggendaria di classe (Kalimos), riesce non solo ad avere un’ottima presenza sul board, ma anche a difendersi nelle prime fasi di gioco grazie a nuovi taunt che riescono anche a curare.

Meno bilanciata e meno ragionata della versione elementale, ma potenzialmente devastante, è la versione con quest del Murloc Shaman. La quest è decisamente semplice da completare vista la facilità con cui è possibile evocare murloc, e porterà il giocatore a giocare tutte le carte che ha in mano per poi rinfoltire il tutto grazie a Megapinna. Si tratta di un deck che subisce molto i danni ad area e i taunt, ma che può mettere assolutamente in difficoltà qualsiasi avversario che non riesca a pescare le giuste contromosse. Da tenere d’occhio.

La furia dell’arcimago

Arrivano dalla classe del Mago alcune sorprese interessanti. La scomparsa dal formato standard dei Destafiamme e di Reno Jackson ha certamente scoraggiato la presenza di Renomage e Tempo Mage, quasi spariti in questa prima settimana. Lo stesso dicasi del Freeze Mage, azzerato dalla dipartita di Thaurissan e delle Lance di Ghiaccio. C’è ancora da stare molto attenti a non essere uccisi in un solo turno, per due motivi principali.

Il primo riguarda la possibilità dell’avversario di utilizzare due turni di fila completando la quest. E’ capitato di trovarsi di fronte i due giganti arcani, giocati a costo zero, in grado di attaccare grazie al turno aggiuntivo e infliggere fino a 16 danni. Soprattutto con l’utilizzo di Alexstratza, se non riuscirete a impedire al vostro avversario di ritrovarsi con questa combo in mano, non potrete fare null’altro per fermarlo.

Lo stesso dicasi dell’ancora peggiore combo dell’Arcimago Antonidas: in un deck che potremmo definire quasi un “Fire Freeze Mage”, l’unico scopo è pescare, pescare, pescare, riuscendo a resistere agli attacchi dell’avversario sfruttando le potenti magie di congelamento del mago. Una volta ottenute le due Novizie Occultiste, e copiate attraverso la nuova carta “Riflesso Fuso“, sarà possibile scagliare sull’avversario Palle di Fuoco infinite, rigenerate ad ogni lancio da Antonidas. Se vedete le occultiste a terra, probabilmente il vostro destino è segnato. Ma aspettate a quittare, magari sta solo bluffando e non ha ancora le carte per la lethal…

Visto meno, ma potenzialmente interessante, il Mage Elementale con la nuova leggendaria Pyros. Ne ho visti solo un paio in giro, ed è davvero troppo presto per riuscire a capire quanto essi possano effettivamente pericolosi.

Scarto tutto

ungoro-wallpaper004Come era prevedibile, il Renolock cosi come lo conoscevamo è ormai praticamente scomparso. Non del tutto, però: nonostante la mancanza di Reno Jackson, è ancora possibile costruire deck che seguono la stessa filosofia cercando di basare il loro gioco su Kazakus. Ma non solo: molto sfruttata è la nuova Fogliafina Abnorme, una 4-8 a 3 mana che non può attaccare, ma che può essere comunque pericolosa se supportata dal Difensore di Argus o da un Errante Senzavolto. A parte ciò, non mi è ancora capitato di essere messo in seria difficoltà da un Warlock di questo tipo.

Discorso leggermente diverso per la rinascita del DiscardLock, con quest: anche in questo caso, manca ancora un bilanciamento abbastanza efficace da mettere in difficoltà tutti gli avversari. Nonostante ciò, si tratta di un deck sempre in grado di mettere in difficoltà estrema nel caso in cui non si riesca a pescare contromosse in grado di ridurre la pressione. La quest stessa, una volta completata, può essere davvero letale, mentre la nuova leggendaria (Madre del Covo Zavas) si è vista davvero poco in giro. Ma la situazione potrebbe cambiare da un momento all’altro…

La luce si adatta

La classe del Paladino resta sempre una delle preferite di chi vi scrive. Per uno che si è ostinato con tutti gli archetipi degli ultimi mesi, dallo N’Zoth Paladin fino all’ Hand Buff Paladin, c’era certamente grande curiosità nel vedere come la nuova quest avrebbe potuto rompere gli equilibri. Ebbene, attualmente i deck con quest sono davvero rarissimi, persino meno comuni della variante Buff. Eppure il risultato della quest, Galvadon, è una leggendaria potenzialmente devastante: mi è capitato di ritrovarmi di fronte ad una creatura con più di 10 attacco, furia del vento e furtività, ottenuti grazie ai 5 adattamenti. Probabilmente però il processo per ottenerla è troppo lungo e gravoso, e siamo ancora troppo lontani da un bilanciamento che permetta a questo archetipo di dominare.

Molto interessante, sulla carta, la nuova leggendaria di classe: il Custode Del Sole Tarim. Nata quasi come misura anti-golem, essa è però davvero poco usata allo stato attuale, e capita di vederla solo in rarissime situazioni. Ed è un peccato, perchè soprattutto se buffata a dovere potrebbe davvero fare la differenza in alcune situazioni.

Ho avuto anche modo di testare diverse varianti del cosiddetto “Controladin”, decisamente classico e sempre pericoloso grazie alle forti rimozioni e alle leggendarie di classe, sempre temibili.

5 è il numero perfetto

hearthstoneungorowallpaper3Nei primissimi giorni di Un’goro, il druido ci era sembrato praticamente scomparso. In quasi una settimana di gioco, è capitato molto raramente di trovare un druido che utilizzasse la quest, che è comunque potenzialmente devastante. Se infatti si riuscirà a scalare il mana velocemente, e a giocare presto dei grossi taunt come gli Antichi della Guerra, sarà possibile arrivare agevolmente ad ottenere Barnabus: e da lì la strada sarà nettamente in discesa, con tutti i servitori a costo zero. Anche simpaticoni come il nuovo Tirannus costeranno zero…

Ma, quanto al druido, non è la variante con la quest ad essere preoccupante: è invece molto forte, e molto pericolosa, l’evoluzione del cosiddetto Egg Druid che sta girando nelle ultime ore. Basata su Potere della Natura e sulla devastante Mana Vivente, questa versione è in grado di mettere a terra servitori con grande facilità, per poi potenziarli o addirittura cercare l’attacco finale sfruttando il Ruggito Selvaggio. C’è davvero da stare attenti in questo caso!

Hunter o Hunted?

Dopo il periodo di gloria del Secret Hunter, Rexxar e Alleria non si erano più visti in giro per le ranked di Hearthstone. Escluso qualche temerario, era davvero difficile trovare qualcuno che tentasse di giocare una classe che era diventata troppo vulnerabile alle aggressioni (dei pirati, in particolare) e troppo debole contro i Taunt (come i Draghi del Priest). Era perciò necessaria una ventata di aria fresca, qualcosa che restituisse all’Hunter lo scettro di signore dell’Aggro ingiustamente rubato del Warrior. La missione è riuscita? Ni. Sebbene ancora non ci sia un archetipo ben definito, le nuove carte fornite al cacciatore sembrano davvero efficaci per poter mettere immediatamente pressione all’avversario. Soprattutto grazie alla presenza di evergreen come la Iena Divoratrice e il fortissimo Ordine di Morte, i cacciatori possono mettere servitori in campo e mantenere la pressione e il controllo fino all’arrivo della Regina Carnassa, in grado di rinfoltire il deck e prolungarlo di molto. Non è ancora chiarissimo se questo tipo di deck possa o meno rappresentare la rinascita dell’hunter, ma certamente l’impressione iniziale è quella giusta.

Ebbene, queste sono le nostre prime impressioni dopo una settimana di gioco ad Un’Goro. Ci sono certamente moltissime altre meccaniche e deck che vedremo nascere nel corso dei prossimi mesi. Diamoci dunque appuntamento tra una trentina di giorni: potremo analizzare più a freddo quali di questi deck riuscirà a risultare dominante, e quale invece sarà destinato a scomparire.

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